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2003-04-08

AMERICA/MESSICO - IL FENÓMENO RELIGIOSO: L’EVANGELIZZAZIONE NELL’ERA DIGITALE. L’INTERVENTO DEL CARD. CASTRILLÓN HOYOS AL CONGRESSO CONTINENTALE “CHIESA E INFORMATICA”

Monterrey (Agenzia Fides) – Il Card. Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero, ha partecipato al Congresso Continentale “Chiesa e Informatica” svoltosi a Monterrey (Messico) dal 2 al 5 aprile, affrontando il delicato problema del fenomeno religioso e dell’evangelizzazione nell’era digitale. Per l’interesse dell’argomento, pubblichiamo una sintesi del suo intervento.
Il Card. Castrillón ha iniziato la sua relazione facendo notare che “nella cultura dell’era digitale gli esseri umani conoscono meglio i loro compagni di chat che non i loro vicini di condominio. Internet, lontano dall’essere un semplice strumento d’informazione, è diventato un ambito ove hanno luogo rapporti umani profondi, e di conseguenza l’evangelizzazione non può essere assente”. Delineando le caratteristiche del fenomeno religioso nel web, il Cardinale ha sottolineato il secolarismo virtuale. In “molti siti dall’aspetto apparentemente religioso si trovano soltanto pseudosacralità. La secolarità si presenta non già come assenza di elementi sacri, bensì come offerta, quasi commerciale, di religioni senza sacro o con un concetto irreale del sacro, fatto a misura dell’essere umano”.
Altra caratteristica messa in evidenza dal Card. Castrillón, è lo spiccato relativismo on line, quindi “niente è assoluto, neanche la verità”. All’entrare nella Rete l’utente trova molteplici proposte di felicità, ma senza riferimento alla verità dei loro contenuti. Questo succede perché nella cultura mediatica, secondo un senso tipicamente postmoderno, “l’unica verità assoluta ammessa è l’inesistenza della verità assoluta o, nel caso in cui questa esistesse, sarebbe inaccessibile alla ragione umana e pertanto irrilevante”. “La religione on line si costruisce rifiutando l’esperienza della comunità e promovendo una spiritualità autonoma, di assoluta intimità”. Un'altra caratteristica è il sincretismo digitale del fenomeno religioso: “si è passati da una spiritualità della ricerca di Dio ad una spiritualità da e per l’ego” con il risultato che il sacro appare adattato al soggettivismo del navigatore, il quale non riconosce un Creatore al quale appartiene, ma si ritiene proprietà di se stesso, con totale capacità di decisione su ogni materia.
Dinanzi a questa difficile problematica, il Card. Castrillón Hoyos ha affermato che oggi “l’evangelizzazione deve essere rivolta a tutto l’uomo, senza prescindere dall’evangelizzazione dell’intelligenza, ma senza restare soltanto in essa. Bisogna giungere all’uomo e alla donna che vivono in e da Internet, e dunque giungere a loro anche tramite la Rete, proponendo la vera salvezza, l’unica salvezza di Cristo”... “Chiave di ogni autentica evangelizzazione è l’incontro personale con Cristo” quindi l’evangelizzazione in Internet non deve perdere di vista che la fede cattolica e l’appartenenza alla Chiesa è qualcosa di più di una cultura, di una storia: “è rapporto con il Salvatore, l’unico Salvatore degli uomini”.
Richiamando gli insegnamenti del Concilio Vaticano II circa il rapporto tra Vangelo e cultura, il Cardinale ha notato che sebbene la Chiesa abbia il dovere di imparare i nuovi procedimenti comunicativi e i nuovi linguaggi telematici per poter continuare il suo dialogo con l’umanità, “bisogna superare la tentazione di adattare il Vangelo alla cultura attuale distillando la religione cattolica tramite il distillatore per eliminare gli elementi dogmatici e lasciar passare soltanto alcuni vaghi valori che possano essere condivisi da tutti”.
“Non si può evangelizzare quando si tradisce la verità del messaggio. Perciò la sollecitudine di avvicinarsi ai fratelli non deve tradursi in un’attenuazione o diminuzione della verità” ha ripetuto il Porporato. “Annunciare il Vangelo nella sua integrità è per la Chiesa una questione di fedeltà a Dio e un servizio all’uomo”. Evangelizzare la cultura è proporre modelli di società ispirati alla Rivelazione, trasformare dal di dentro la società, i criteri di giudizio e i valori decisivi, fino ad elevarli ad un livello più idoneo alla dignità dell’essere umano. (R.Z.) (Agenzia Fides 8/4/2003 - Righe 47; Parole 612)

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