ASIA/TURCHIA - Addio al Vescovo Rubén Tierrablanca, pastore amato e uomo di carità fraterna

mercoledì, 23 dicembre 2020 medio oriente   chiese locali   francescani   ecumenismo   caritas   dialogo   pandemia  

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Istanbul (Agenzia Fides) – Il francescano Rubén Tierrablanca Gonzàlez, Vicario apostolico di Istanbul per i cattolici di rito latino, non è sopravvissuto al contagio da Covid 19 con cui aveva combattuto nelle ultime settimane in un reparto di terapia intensiva: il Vescovo si è spento nella serata di martedì 22 dicembre, all’età di 68 anni, rattristando tutti coloro che aveva confortato e rallegrato nel corso della sua vita grazie al dono della sua fede semplice e della sua carità sempre pronta a soccorrere i più bisognosi.
Messicano, nato a Cortazar il 24 agosto 1952, il giovane Rubén era divenuto novizio dei frati minori nel 1970. Dopo gli anni di formazione, aveva emesso la professione solenne nel 1977 e l’anno successivo aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale. Nei suoi anni trascorsi a Roma era stato anche rettore degli studenti dell'Università Antonianum dal 1992 al 1997 e poi guardiano della curia generalizia francescana dal 1997 al 2003. A partire da quell’anno era stato inviato in Turchia, dove aveva prestato servizio come guardiano del convento di Istanbul e della Fraternità internazionale per il dialogo ecumenico e interreligioso in Turchia e come parroco della parrocchia Santa Maria Draperis. Il 16 aprile 2016 Papa Francesco lo ha nominato vicario apostolico di Istanbul. Dal 2018 era Presidente della Conferenza episcopale della Turchia.
Ordinato Vescovo, aveva scelto come motto episcopale "Unum in Cristo", a significare anche la sua dedizione alla promozione dell’unità tra i cristiani: “Il suo stile pastorale” racconta all’Agenzia Fides il padre domenicano Claudio Monge, “aveva il tratto della prossimità, della pazienza bonaria: senza colpi di testa, tesseva i rapporti passo dopo passo, nell’ordito della vita quotidiana, e ha sempre sostenuto le occasioni di preghiera comune con i cristiani delle altre Chiese che anche io ho tentato di promuoverne negli ultimi anni qui a Istanbul”.
Il Vescovo Tierrablanca curava rapporti di amicizia e prossimità spirituale con il Patriarca ecumenico Bartolomeo e anche con il Patriarcato armeno di Costantinopoli e con la Metropolia dei siri ortodossi. Coltivava rapporti fraterni anche con i musulmani e gli ebrei, mostrandosi sempre rispettoso delle autorità civili. Erano note le iniziative di carità da lui promosse anche attraverso Caritas Istanbul, rivolte a tutti i bisognosi senza distinzione di appartenenza etnica o religiosa, che si erano intensificate negli ultimi mesi, con la distribuzione di buoni alimentari e l’offerta di servizi residenziali, davanti all’emergenza pandemica che nella metropoli turca aveva ulteriormente peggiorato le condizioni di vita di moltitudini di immigrati e di senza fissa dimora. “Dove c’era Rubén, la porta era sempre aperta per tutti” raccontano a Fides i suoi amici. Mentre il frate cappuccino Domenico Bertogli, parroco a Antiochia sull’Oronte, lo ricorda come “un vero uomo di pace e di concordia, un autentico francescano”. (GV) (Agenzia Fides 23/12/2020)


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