ASIA/FILIPPINE - Legge antiterrorismo, dai Vescovi un "richiamo alla coscienza"

lunedì, 20 luglio 2020 politica   diritti umani   società civile   chiese locali   conferenze episcopali   terrorismo   libertà   libertà di coscienza  

Manila (Agenzi Fides) - “Nel mezzo di questo panorama politico desolato, troviamo consolazione dai gruppi di avvocati e cittadini ordinari che hanno presentato petizioni dinanzi alla Corte suprema, mettendo in discussione la costituzionalità della nuova legge firmata. Il massimo livello della nostra magistratura farà valere la sua indipendenza, o anche loro cederanno alle pressioni politiche?": lo scrive il Vescovo di Caloocan, Pablo Virgilio David, Presidente ad interim della Conferenza episcopale delle Filippine (dopo l'indisposizione di salute che ha colto il Presidente Romulo Valles, Arcivescovo di Davao), in una lettera pastorale - pervenuta all'Agenzia Fides - che critica l'approvazione e l'entrata in vigore della nuova legge antiterrorismo, nonostante le forti opposizioni registratesi nel paese.
La lettera pastorale è stata letta in tutte le messe ieri, domenica 19 luglio. La nuova legge, entrata in vigore il 18 luglio, conferisce poteri speciali all'esecutivo nella lotta al terrorismo ma i sostenitori dei diritti civili ritengono che potrà essere usata per reprimere il dissenso e la libertà di coscienza.
Il Vescovo David rileva un "modello di intimidazione" che ha creato un "clima dannoso per la libertà di espressione". La Lettera nota le attuali criticità del sistema democratico: il modo in cui gli attivisti venivano etichettati come "comunisti"; le false accuse di "sedizione" portate contro il clero; la lunga scia di omicidi relativi alla "guerra alla droga"; la prolungata detenzione della senatrice dell'opposizione Leila de Lima; "l'effetto agghiacciante" causato dalla chiusura dell'emittente ABS-CBN, la cui concessione per le trasmissioni non è stata rinnovata dal Parlamento. L'emittente aveva apertamente criticato il Presidente Duterte sia nella campagna elettorale, sia dopo la sua elezione.
Il Vescovo deplora il modo in cui "la pressione politica dall'alto" ha pesato maggiormente sui legislatori che hanno votato per la proposta di legge sul terrorismo, non ascoltando le "voci in basso". "A loro non sembrava importare il dissenso di molte delle persone che rappresentano: associazioni di avvocati, accademici, settori economici, gruppi sindacali, organizzazioni giovanili, ONG, movimenti politici, comunità religiose e persino il governo della regione Bangsamoro", scrivono i Vescovi. Tutti questi gruppi hanno espresso preoccupazione per la vaga definizione di "terrorismo" e "atto terroristico", temendo che le forze dell'ordine possano abusarne e commettere violazioni dei diritti civili e dei diritti umani.
Nella Lettera i Vescovi dicono di confidare in tutti coloro che, nella pubblica amministrazione e fuori di essa, "agiscono solo come la coscienza impone e non si lasciano intimidire o impedire dalle pressioni politiche nell'adempiere ai loro doveri costituzionali". "Sono un elemento importante per il rafforzamento delle nostre istituzioni governative e sono una chiave essenziale per un sistema democratico stabile e funzionale", aggiungono, invitando tutto il popolo di Dio ad una speciale preghiera per il bene comune della nazione.
(SD-PA) (Agenzia Fides 20/7/2020)


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