AMERICA/BOLIVIA - Due sparatorie e tre morti a Los Yungas: i Vescovi chiedono “soluzioni pacifiche e di vero progresso per tutti”

sabato, 1 settembre 2018 vescovi   violenza   narcotraffico   situazione sociale   povertà   sviluppo  

sanfrancesco.it

La Paz (Agenzia Fides) - "Dov'è tuo fratello Abele?": fanno eco alla drammatica domanda del libro della Genesi i Vescovi della Bolivia nel denunciare le tre persone morte nel corso di due sparatorie avvenute in meno di una settimana a La Asunta, nella provincia boscosa e montagnosa di Los Yungas, regione di La Paz. In un comunicato inviato all'Agenzia Fides, la Conferenza Episcopale ammonisce che ogni vita umana è un dono di Dio e "non può essere tolta o minacciata senza implicare una grave responsabilità e colpa davanti a Dio, che ce ne chiederà conto".
Sono confuse le circostanze del decesso di un poliziotto durante un'operazione di eradicazione di una piantagione di coca e di due produttori, sei giorni dopo, uccisi dalle forze dell'ordine perchè "cecchini" attivi durante un corteo. Nel testo del comunicato, i Vescovi chiedono la consolazione dell'Altissimo per i familiari delle vittime e condannano con durezza la "normalizzazione" delle morti che avvengono "durante conflitti sociali di diversa indole". "Il linguaggio della violenza non ha spazio tra fratelli" affermano, e "non costruisce nulla".
I Vescovi si dicono addolorati per l'avverarsi di ciò che avevano scritto al Ministro degli Interni nel maggio scorso, in seguito a una riunione tra produttori di coca e autorità municipali di La Asunta, ovvero il pericolo dello scoppio della violenza se non si fosse fatto conoscere ai produttori della regione il piano di eradicazione della coca e quello per le coltivazioni alternative della regione, "nella ricerca dell'equità tra regioni e di un dialogo trasparente, responsabile e costruttivo". Nell’occasione avevano segnalato al ministro "la presenza di uomini in uniforme nella zona che creava un clima di sospetto, di mancanza di fiducia e paura".
Il comunicato si conclude facendo appello alla giustizia, perché si giunga alla verità con imparzialità circa i crimini, e richiamando la buona volontà delle autorità e della popolazione interessata nell' "intraprendere insieme un cammino di dialogo e di comprensione fraterna" deponendo gli interessi particolari e "la ricerca di vantaggi settoriali contrapposti" per cercare "insieme soluzioni pacifiche e di vero progresso per tutti”.
La coltivazione della coca è l'unica forma di sostentamento per la stragrande maggioranza della popolazione delle aree implicate. Il prodotto viene utilizzato ancestralmente per vincere la stanchezza del lavoro alle elevate altitudini e nella medicina tradizionale, ma la produzione diretta alla successiva elaborazione della cocaina presenta margini di guadagno enormemente maggiori, che costituiscono un'allettante tentazione per tanti gruppi sociali immersi nella miseria. (SM) (Agenzia Fides 1/09/2018)


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