ASIA/INDIA - La voce di una suora è diventata la voce collettiva di una intera comunità al femminile

venerdì, 20 ottobre 2017

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Patna (Agenzia Fides) – "Nari Gunjan" o la "Voce delle Donne" è suor Sudha Varghese, delle Suore di Notre Dame della provincia di Patna. Grazie al suo impegno ha emancipato una intera comunità di giovani ragazze e donne della comunità Musahar di Bihar, “affrontando le più gravi forme di sfruttamento sessuale e vessazioni”, ha raccontato a Fides.
La comunità Musahar è tra le più oppresse tra gli oppressi Dalits (intoccabili) indiani, nessuna presenza cristiana. E così sarebbero rimasti se non fosse stato per l’impegno e il coinvolgimento di questa donna che, 20 anni fa, ha fatto della missione per i Musahar la sua vita. Si tratta di braccianti senza terra, mai adeguatamente pagati per il loro lavoro. Le loro occupazioni principali li vedevano impegnati nelle pulizie delle toilet o nelle distillerie delle caste dominanti. Le loro donne e i bambini venivano sfruttati nelle abitazioni delle classi più elevate e spesso abusati sessualmente. Le scuole non sono mai state alla loro portata; quelli che hanno osato avvicinarsi sono stati allontanati e derisi dai compagni e dagli insegnanti delle caste più elevate. In questa casta, il matrimonio tra minori era dilagante. Le ragazze si sposavano a 10 anni e avevano 3-4 bambini fino ai 20 anni quando erano considerate abbastanza vecchie per occuparsi di un figlio.
Questa è stata la prima problematica che suor Sudha ha dovuto affrontare prima di avviare una scuola per ragazze-madri. Iniziò con 20 ragazze, facendole studiare sui libri ma anche disegnare, colorare e cucire. Dopo un anno e mezzo, quando il Fondo per l’Infanzia delle Nazioni Unite (UNICEF) venne a conoscenza del suo programma, decise di finanziare il team di suor Varghese in 50 centri.
Dopo i due collegi femminili ‘Prerna’ a Danapur e Bodhgaya, la religiosa ha avviato i Joyful Learning Centres per i bambini più piccoli. I più grandi ricevettero abiti e assistenza sanitaria. La suora non si è mai fermata, ha continuato il suo impegno con i ragazzi Musahar che trascorrevano il loro tempo bevendo e giocando. Dopo aver scoperto che erano interessati al cricket, diede loro tutta l’attrezzatura e con il tempo molti hanno iniziato a partecipare e vincere tornei.
Da quando il Governo del Bihar aveva bandito il liquore, gli uomini Musahar non lavoravano più e stavano nei loro villaggi. Gli uomini delle caste superiori, invece, si ubriacavano e violentavano le donne che non osavano ribellarsi, fino a quando nel 1986 non è arrivata suor Sudha, che riuscì a convincerle a denunciare gli abusi alla polizia e a riconoscere la loro dignità. In cambio loro le offrivano cibo, amore e fedeltà, era la loro ‘Cycle Didi’ che percorreva 50 km al giorno. Viveva in una casa di fango in mezzo a loro fino a quando non diventò troppo pericoloso a causa delle minacce di morte che riceveva.
“Ho vissuto mille vite e sono morta mille volte”, aveva imparato a non avere paura. “Se mi uccidete ci saranno altre centinaia di persone a prendere il mio posto” diceva ai suoi detrattori.
Da giovane ragazza che voleva dedicare la sua vita al servizio dei poveri, suor Sudha è diventata un colosso di amore e speranza per le fasce più emarginate dell’India. Lasciando il Kerala contro la volontà della sua famiglia che la voleva insegnante in una scuola gestita da suore cattoliche in Bihar, suor Sudha ha dedicato la sua vita al servizio dei più poveri tra i poveri.
Grazie al governo indiano che le ha attribuito il Padma Shri, la suora riesce ad avere molti aiuti dallo Stato e dalla polizia.
Il Bihar è uno dei più poveri Stati indiani. Secondo un censimento del 2011, ha una popolazione di 103,804,837 abitanti. Il tasso di alfabetizzazione è di 63.82 (54,390,254). Le religioni presenti contano l’82.69% di hindu, il 16.87% di mussulmani, lo 0.12% di cristiani, 0.02% Sikhs, lo 0.02% Buddisti, 0.02% Janis, altre confessioni lo 0.01% e nessuna religione dichiarata lo 0. 20%.
La regione conta sei diocesi cattoliche con 200mila cattolici. Tra le priorità della chiesa cattolica rientrano lo sviluppo sociale, l'educazione e l'evangelizzazione di poveri e afflitti.
(SD/AP) (20/10/2017 Agenzia Fides)


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