AMERICA/COLOMBIA - Concordare un cessate il fuoco bilaterale, primo passo nel dialogo fra Governo e ELN

giovedì, 22 giugno 2017
Concordare un cessate il fuoco bilaterale, primo passo nel dialogo fra Governo e ELN

Concordare un cessate il fuoco bilaterale, primo passo nel dialogo fra Governo e ELN

Bogotà (Agenzia Fides) – Il 13 giugno il governo ha informato la delegazione dell’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale), nella sede dei colloqui di pace a Quito, Ecuador, della "volontà di iniziare immediatamente a studiare le condizioni per concordare un eventuale cessate il fuoco bilaterale". La decisione è contenuta in una lettera di risposta alla Chiesa cattolica della Colombia, da parte del negoziatore di pace del governo nelle trattative con i guerriglieri, Juan Camilo Restrepo.
Nei giorni precedenti infatti, diversi Vescovi, tra cui il Card. Rubén Salazar e Mons. Luis Augusto Castro Quiroga, Presidente della Conferenza Episcopale Colombiana (CEC), avevano esortato il governo e l'Esercito di Liberazione Nazionale ad accordarsi per un cessate il fuoco bilaterale e per far cessare le ostilità, così da "fare il primo passo", in occasione della visita di Papa Francesco in Colombia, nel mese di settembre.
La richiesta dei Vescovi al Tavolo di dialogo, "è arrivata in un momento opportuno, non solo perché ci rendiamo conto che la priorità per le zone colombiane colpite è mettere fine a questo conflitto con l'ELN, in particolare alle azioni contro la popolazione civile, inoltre perché è una decisione del governo persistere nella costruzione di una pace stabile e duratura" ha riferito Restrepo alla stampa locale.
Il dialogo fra governo ed ELN si è aperto il 7 febbraio 2017 nella capitale dell’Ecuador, Quito (vedi Fides 8/02/2017). Nel Messaggio della 101 Assemblea Plenaria dei Vescovi della Colombia, dell'8 luglio 2016, è scritto chiaramente che i guerriglieri dell'ELN sono chiamati a "interpretare il desiderio di pace di tutti i colombiani, ad aprire le porte al dialogo e alla costruzione di un paese con la giustizia sociale assicurata dalla partecipazione politica e non dalle armi". E’ stato soprattutto l'ELN a chiedere la partecipazione della Chiesa ai colloqui di pace.
(CE) (Agenzia Fides, 22/06/2017)


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