ASIA/MYANMAR - Appello del Cardinale Bo: “Stop ai conflitti con le minoranze etniche, urge il negoziato”

martedì, 18 ottobre 2016 minoranze etniche   minoranze religiose   violenza   guerre   pace   giustizia   dialogo  

Rifugiati Kachin

Yangon (Agenzia Fides) – Nuove fiammate nel conflitto civile tra i gruppi armati delle minoranze etniche e l’esercito birmano sono esplose negli stati di Kachin e Karen, nonchè nuove violenze nello stato di Arakan sono esplose proprio dopo la conferenza nazionale sulle minoranze etniche organizzata in settembre dal governo birmano. Queste circostanze hanno fortemente allarmato il Cardinale Arcivescovo di Yangon, Charles Maung Bo, che ha lanciato un accorato appello alla nazione: “Pochi mesi fa – recita il testo dell’appello inviato dal Cardinale all’Agenzia Fides – il Myanmar brillava come una città collocata sopra un monte. Per la prima volta in 50 anni tutte le parti in conflitto si sono riunite per la conferenza di pace denominata la ‘conferenza di Panglong del 21° secolo’. Il mondo si è rallegrato per le nuove speranze di pace, e la Chiesa in Myanmar ha accolto calorosamente questa conferenza. Ma gli eventi recenti hanno sollevato serie preoccupazioni che questa possa essere una falsa alba”.
“Siamo profondamente preoccupati – nota l’Arcivescovo – poiché il conflitto è esploso subito dopo la conferenza. Si fa una guerra per la pace? La guerra per la pace è un'illusione. Se l'esercito persegue il conflitto con l'obiettivo di indebolire i gruppi armati…cos c’è nella mente dei generali? E cosa c’è nella mente dei leader dei gruppi armati?”.
Il Cardinale pone l’accento sulle migliaia di profughi, su “donne e bambini ridotti alla fame”: “Questo non è accettabile” spiega, invitando a “consentire immediatamente alle organizzazioni umanitarie di raggiungere gli sfollati”. “Esortiamo tutti i gruppi a ritornare alla pace” nello spirito dell’incontro e del negoziato. “C’è solo un cammino di libertà per la nazione e la pace è quel percorso. Il tempo per le soluzioni violente è finito. Siamo una democrazia. Perché ancora la guerra?” chiede il Cardinale.
“Il Myanmar è una terra sacra dove la fede religiosa rimane un faro per tutte le persone. Questa nazione è costruita sulle fondamenta religiose. Quindi, per sostenere la pace, occorre coinvolgere i leader religiosi come parte attiva di tutte le iniziative di pace” rileva il Porporato, invitando a considerare “questi leader come facilitatori di pace a livello di comunità” e dando la piena disponibilità dei Vescovi birmani a promuovere attività di negoziato, di pace, di risoluzione dei conflitti attraverso il dialogo pacifico. “Lasciate che il pellegrinaggio di pace iniziato con la conferenza Panglong continui” conclude il testo. (PA) (Agenzia Fides 18/10/2016)


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