AFRICA/EGITTO - Polemiche interne nel Movimento salafita per uno striscione di “benvenuto” in onore del Patriarca Tawadros

sabato, 1 ottobre 2016 settarismi   chiese orientali   dialogo  

CoptsToday.com

Alessandria (Agenzia Fides) - Continuano da diversi giorni, in seno al movimento islamista salafita, polemiche e scontri a causa di uno striscione di benvenuto in onore del Patriarca copto ortodosso Tawadros, esposto da militanti salafiti locali in occasione della sua prima visita patriarcale alla città marittima di Marsa Matruh, situata 240 km a ovest di Alessandria d'Egitto. La visita patriarcale, realizzata per l'inaugurazione di una chiesa restaurata, si è svolta la scorsa settimana tra misure di sicurezza eccezionali. I salafiti locali hanno esposto uno striscione che rivolgeva un cortese benvenuto al Patriarca, che però non è stato gradito dai responsabili centrali del movimento islamista.
Assel Abdel Majid, membro del Consiglio centrale salafita, ha accusato di “tradimento” gli autori dell'iniziativa di accoglienza, mentre lo sheickh Sameh Abdel-Hamid si è fatto portavoce della “rabbia” che starebbe montando tra i militanti di base per la “strumentalizzazione” della sigla salafita operata dal gruppo di Marsa Matruh. Gli autori del gesto hanno risposto rivendicando i buoni rapporti che esistono nella città tra copti e salafiti, e stigmatizzando le reazioni negative come sintomi della perdurante ostilità verso i copti da parte di molti dirigenti del movimento.
Già in diverse occasioni del passato si sono manifestati contrasti e contraddizioni tra rappresentanti del movimento salafita riguardo all'atteggiamento da tenere nei confronti dei cristiani copti. Alcuni leader salafiti hanno più volte dato disposizione ai loro seguaci di non rivolgere messaggi di augurio ai cristiani in occasione delle festività del Natale e della Pasqua, bollando tali comportamenti di cortesia come una glorificazione della “religione degli infedeli”. Nel contempo, esponenti di punta del Partito salafita al-Nour, come Ashraf Tabet e Salah Abdul Maaboud, avevano già riconosciuto la legittimità di inserire candidati copti nelle proprie liste elettorali, in ottemperanza ai regolamenti vigenti. (GV) (Agenzia Fides 1/10/2016).


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