AMERICA/COLOMBIA - “La giustizia abbraccia la pace”: la firma della pace davanti alla tomba di San Pietro Claver

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“La giustizia abbraccia la pace”: la firma della pace

TeleSur - Colombia

“La giustizia abbraccia la pace”: la firma della pace

Cartagena (Agenzia Fides) – Tutti vestiti di bianco, insieme a Capi di stato, Presidenti e Segretari di organismi internazionali, Ministri degli esteri, autorità invitate alla firma dell'accordo definitivo di pace tra governo colombiano e FARC, hanno partecipato alla liturgia guidata dal Card. Pietro Parolin, Segretario di stato vaticano, che si è svolta ieri, 26 settembre, a Cartagena.
La celebrazione è stata preparata in uno spirito interreligioso, per unire tutti in una preghiera comune per la riconciliazione e per l’unità del paese. Il primo intervento è stato del Presidente Juan Manuel Santos, che ha pregato: "O Dio, Padre e Signore della Colombia, concedi a noi di essere sempre nelle tue mani e di combattere insieme per diventare una sola famiglia, in cui nessuno si senta solo ed escluso".
La liturgia si è svolta nella chiesa principale di Cartagena, davanti alla tomba di San Pietro Claver (1580-1654), il missionario spagnolo che si dedicò all’assistenza degli schiavi neri deportati dall’Africa, assistendoli e battendosi per i loro diritti, a cui è stato reso omaggio con una corona di fiori, mentre tutti i presenti ripetevano lo slogan “La giustizia abbraccia la pace”. Il Card. Parolin ha ribadito il sostegno di Papa Francesco alla causa della pace, sottolineando che la decisione finale sarà solo dei colombiani. "Il Santo Padre ha seguito con grande attenzione gli sforzi degli ultimi anni, la ricerca dell'armonia e della riconciliazione. Più volte ha incoraggiato questi sforzi senza prendere parte alle soluzioni concrete che sono state negoziate e sulle quali i cittadini decideranno in modo libero, informati e consapevoli" ha detto il Cardinale.
Dopo la liturgia c’è stata la cerimonia della firma degli accordi di pace. Ha causato grande sorpresa ed emozione una frase del discorso di Rodrigo Londoño Echeverri (conosciuto come "Timochenko"), capo fino a poche ore prima delle Farc, che ha detto: "Chiedo perdono ai colombiani per tutto il dolore che abbiamo causato. Nessuno deve dubitare: camminiamo verso la politica senza armi. Prepariamoci tutti a disarmare le menti e i cuori". Adesso manca solo l’approvazione degli accordi attraverso il referendum popolare indetto per domenica prossima, 2 ottobre.
(CE) (Agenzia Fides 27/09/2016)


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