ASIA/GIORDANIA - Elezioni, l'Arcivescovo Lahham: tutti bocciati i cristiani candidati nelle liste islamiste

sabato, 24 settembre 2016 politica   minoranze religiose   minoranze etniche   islam   fratelli musulmani   islam politico  

Credit: Muhammad Hamed

Amman (Agenzia Fides) – Tra i 130 membri del nuovo Parlamento giordano promossi alle elezioni politiche del 20 settembre, i legislatori di fede cristiana saranno 9, pari al numero minimo “garantito” alla minoranza cristiana dal sistema delle quote elettorali. “ Ma tra loro” - riferisce all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Maroun Lahham, Vicario patriarcale per la Giordania del patriarcato latino di Gerusalemme “non c'è nessuno dei candidati cristiani che si erano presentati con le liste dei gruppi islamisti, che pure hanno avuto un buon risultato elettorale”.
Il sistema delle quote – spiega a Fides l'Arcivescovo Maroun – prevede che in ogni lista - comprese quelle di matrice islamista. ispirate da gruppi vicini alla Fratellanza Musulmana – compaiano tra i candidati almeno una donna, un cristiano e un membro della minoranza circassa e cecena. Per questo alcuni candidati cristiani, ad esempio a Amman e a Madaba, hanno accettato di presentarsi alle elezioni nelle liste islamiste. “Ma poi gli elettori di orientamento islamista hanno concentrato i loro voti sui candidati della propria corrente, lasciando fuori dal Parlamento tutti i cristiani che si erano candidati in quelle liste”.
I risultati elettorali confermano che il blocco guidato dal Fronte d'Azione Islamico, braccio politico dei Fratelli Musulmani in Giordania, è tornato in Parlamento, ottenendo 15 seggi su 130, dopo che le forze islamiste avevano boicottato le elezioni legislative nel 2010 e nel 2013. Si tratta del blocco politico più compatto e organizzato, visto che gli altri candidati eletti sono in buona parte rappresentanti di gruppi clanici o tribali uniti tra loro soltanto dal condiviso lealismo nei confronti della Monarchia Hascemita. “In ogni caso” fa notare l'Arcivescovo Lahham “non è detto che i parlamentari islamisti si porranno in una posizione di opposizione frontale nei confronti dell'attuale assetto politico della Giordania: gli elementi più fanatici non sono stati eletti, e quelli tra loro che sono entrati in Parlamento rappresentano l'ala politica più competente, in grado di trattare con gli altri parlamentari e con il governo secondo le logiche proprie della dialettica politica”.
Oltre alla quota destinata ai cristiani, la legge giordana riserva 15 seggi parlamentari alle donne
e tre a circassi e ceceni. Solo 56 membri del vecchio Parlamento sono stati rieletti. E anche tra i parlamentari cristiani si è registrato un notevole cambio della guardia: “Dei 9 battezzati eletti” conferma a Fides l'Arcivescovoo Lahham “solo tre facevano già parte della precedente Assemblea parlamentare. Gli altri sei sono “matricole' ”. (GV) Agenzia Fides 24//2016).


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