AMERICA/CILE - Il carcere non è un luogo dove si perde la speranza, si può imparare dai propri errori

giovedì, 28 luglio 2016 diritti umani   donne   chiese locali  
penitenziario di Coyhaique

penitenziario di Coyhaique

Aysén (Agenzia Fides) – "Il carcere non è un luogo dove si perde la speranza, ma è un tempo che può rafforzare i progetti di vita per una società più giusta e fraterna; la mancanza di libertà non vuol dire mancanza di dignità, coraggio e fiducia, le persone possono imparare dai propri errori e proiettare la loro vita in modo più sociale": sono le parole del Vicario Apostolico di Aysen, Sua Ecc. Mons. Luigi Infanti della Mora, O.S.M. dopo la visita al penitenziario di Coyhaique, dove ha incontrato una detenuta per consegnarle una lettera del Papa.
Secondo la nota pervenuta a Fides, la lettera, firmata dal Santo Padre Francesco, risponde ad una lettera scritta dalla giovane in carcere ed inviata al Papa un anno fa attraverso il Nunzio apostolico. La risposta del Papa giunse in Nunziatura un mese dopo, ma per diversi motivi è stato possibile consegnarla solo ora.
“Chiedo a Dio di concedere a Lei la luce della fede e la forza della speranza, e che riesca a sentire la consolazione di Dio misericordioso nella vicinanza delle persone che ama" scrive il Papa, assicurando la sua preghiera. La donna ha ringraziato per la risposta e, molto emozionata, ha detto che continuerà a scrivergli per raccontare al Papa che si è sposata e ha avuto il suo secondo figlio, una bambina che vive con lei nel carcere.
"Da un punto di vista spirituale è confortante sapere che il Papa si preoccupa di rispondere alle persone che si trovano in una situazione complessa; è una gioia e una speranza per noi, non solo per la persona che ha scritto, sapendo di potersi aspettare una risposta da Sua Santità" ha commentato il direttore regionale della Gendarmeria alla stampa.
(CE) (Agenzia Fides, 28/07/2016)


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