AMERICA/PARAGUAY - “Basta alla corruzione!”: aperto il triennio della gioventù

lunedì, 11 luglio 2016 giovani   politica   animazione missionaria  
Giovani Incontro con Papa Francesco

Giovani Incontro con Papa Francesco- Paraguay

Caacupé (Agenzia Fides) – La Chiesa cattolica paraguaiana chiede ai giovani di essere protagonisti nei prossimi tre anni, nel "Triennio della gioventù", per combattere la corruzione.
Questa sfida, secondo quanto ha spiegato il Vescovo di Villarrica del Espíritu Santo, Sua Ecc. Mons. Ricardo Jorge Valenzuela Rios, implica lo sradicamento di questo male, che genera la povertà, la miseria che si allarga intorno alle grandi città e moltiplica gli "scarti" della società, i poveri.
Mons. Valenzuela, che è il Presidente della Commissione della Pastorale Giovanile Nazionale, lo ha detto ieri a migliaia di giovani provenienti da tutto il paese, che hanno partecipato al lancio del Triennio nel Santuario di Caacupé, nel giorno del primo anniversario della visita del Papa in Paraguay (vedi Fides 17/06/2016).
Secondo le notizie pervenute a Fides da fonti locali, il Triennio consiste in una serie di attività di formazione, di denuncia e di impegno nelle attività sociali da parte dei giovani cattolici delle parrocchie e dei movimenti ecclesiali. Citando Papa Francesco, Mons. Valenzuela ha detto: "Non vogliamo ‘balconear’ (espressione del Papa che significa guardare da lontano) la vita, non vogliamo guardare i problemi umani e sociali dal di fuori, non vogliamo essere stare in coda alla storia, perché possiamo anche esserne protagonisti".
"Questa opzione preferenziale per i giovani, ci porta necessariamente ad andare controvento - ha concluso il Presidente della Commissione della Pastorale Giovanile Nazionale -, perché sono molti i mali che storicamente ha sofferto questa bella terra del Paraguay,... la corruzione come una cancrena della società, la povertà e la miseria che si estendono nelle periferie delle grandi città, gli indigeni e i contadini che ancora subiscono abusi e la mancanza di rispetto dei loro diritti. E' arrivato il momento di dire ‘basta’ a tutto questo!".
(CE) (Agenzia Fides, 11/07/2016)


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