AFRICA/SUD SUDAN - I primi 5 anni di indipendenza, tra difficoltà e speranze

venerdì, 8 luglio 2016 opere sociali  

CUAMM

Juba (Agenzia Fides) – Sabato 9 luglio, il Sud Sudan festeggia i primi cinque anni di indipendenza, essendo a tutti gli effetti il più giovane Stato del mondo. Tuttavia il Paese ha dovuto fare i conti con una nuova instabilità. Tra dicembre 2013 e aprile 2016, infatti, una nuova guerra civile ha coinvolto la fazione capeggiata dal presidente Salva Kiir e quella del suo ex vice presidente Riek Machar, segnando un’evidente battuta d’arresto nel processo di sviluppo del Sud Sudan. Ad aprile di quest’anno il conflitto è ufficialmente finito, con il reintegro di Machar nella sua carica di vice presidente di Salva Kiir, nel quadro del governo di unità nazionale previsto dagli ultimi accordi di pace.
“Non sono stati anni facili e adesso speriamo davvero che la situazione si stabilizzi” spiega don Dante Carraro, direttore della ong Medici con l’Africa, Cuamm, presente in Sud Sudan dal 2006. “Noi del Cuamm siamo sempre rimasti a fianco della popolazione, per garantire l’accesso alle cure a tutti, ma soprattutto alle mamme e ai bambini, i più deboli tra i deboli. Nel 2015, nelle strutture in cui operiamo nel Paese, abbiamo curato 426 mila persone, di cui oltre 156.800 bambini al di sotto dei cinque anni. Tra ospedali e strutture periferiche da noi sostenute siamo stati in grado di assistere 6.583 parti e di sottoporre quasi 20 mila future mamme alla prima visita prenatale”. Oltre 900 mila persone oggi possono fare affidamento sui servizi sanitari garantiti dal lavoro dei 700 operatori locali ed internazionali impiegati in Sud Sudan con il Cuamm, in una situazione in cui il sistema sanitario nazionale è praticamente inesistente. (AP) (8/7/2016 Agenzia Fides)


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