ASIA/TURCHIA - I cristiani di Antiochia celebreranno insieme la festa dei santi Pietro e Paolo nella “Grotta di Pietro”

lunedì, 27 giugno 2016 chiese locali  

anadolukatolikkilisesi.org

Antakia (Agenzia Fides) – Anche quest'anno ad Antakya, in Turchia, cattolici e ortodossi potranno celebrare insieme la festa dei santi Pietro e Paolo presso la “Grotta di Pietro”, l'antica chiesa rupestre sul monte Silpius, riaperta alle visite nel 2015, dopo un restauro durato molti anni. La mattina del 29 giugno, alla presenza del Vescovo Paolo Bizzeti SJ, Vicario apostolico dell'Anatolia, e dell'inviato del Patriarca greco ortodosso di Antiochia, i cristiani delle comunità locali animeranno una celebrazione comune con canti, preghiere e letture del Nuovo Testamento. Alla celebrazione interverrà anche l'Arcivescovo Paul Fitzpatrick Russell, Nunzio apostolico in Turchia dallo scorso marzo.
La chiesa rupestre conserva ancora la fisionomia che le diedero i crociati, che conquistarono l'antica Antiochia sull'Oronte nel 1098. Ma già i bizantini avevano trasformato in cappella il luogo dove si incontravano i primi battezzati nei periodi di persecuzione, nella città dove per la prima volta i discepoli di Gesù furono chiamati cristiani e dove fu Vescovo San Pietro, prima di venire a Roma.
Il restauro recente ha posto fine allo stato di abbandono in cui versava la Grotta di Pietro, reso ancora più avvilente da rozzi interventi precedenti. In anni passati, Patriarchi e Vescovi sono stati spesso presenti alle celebrazioni che vi si sono svolte in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo.
“Purtroppo” nota p. Domenico Bertogli OFM Cap, parroco della comunità cattolica locale “la situazione politica sociale è inquietante, e la gente non è tranquilla.... i pellegrini quasi non vengono più. Nel 2011 i turisti che visitarono Antakya furono più di 80mila, nel 2015 sono scesi a meno di 10mila... nell'est del Paese si moltiplicano attentati, muoiono in tanti anche della polizia e dell'esercito. Solo nella nostra regione, negli ultimi mesi, ne sono tornati in bara 21, e solo nell'Hatay, i rifugiati, soprattutto siriani, sono 400mila. Per tutto questo chiederemo l'aiuto di san Pietro, di san Paolo e della Vergine Maria”. (GV) (Agenzia Fides 27/06/2016)


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