AMERICA/BRASILE - Olimpiadi: religiose in campo per vincere contro la tratta di esseri umani

mercoledì, 22 giugno 2016 tratta esseri umani   ordini religiosi   aree di crisi  
“Play for Life" (Gioca a favore della vita)

“Play for Life" (Gioca a favore della vita)

Roma (Agenzia Fides) – All’avvicinarsi del 5 agosto, data di inizio delle Olimpiadi di Rio di Janeiro, sta crescendo l'impegno contro la tratta di persone in tutte le sue forme. Ancora una volta le Olimpiadi diventano un momento di crescita economica per il Paese che le ospita, ma si trasformano anche in occasione propizia per la criminalità, per i trafficanti di esseri umani per lo sfruttamento sessuale o lavorativo. Per questo la campagna “Play for Life" (Gioca a favore della vita) mira a informare e responsabilizzare i cittadini, la stampa e le agenzie di viaggio su un fenomeno che può essere prevenuto e contrastato. A sostenere la campagna è "Talitha Kum", la Rete internazionale della Vita Consacrata contro la tratta di persone, e l’Unione internazionale delle Superiore generali.
“La campagna verrà realizzata da 26 gruppi della rete, presenti in 26 Stati del Brasile, e in modo speciale a Rio de Janeiro, con attività principalmente di prevenzione, di divulgazione di materiali prodotti per la campagna, ma anche con attività di tipo educativo rivolte soprattutto ai giovani e agli adolescenti, che sono i gruppi principali a rischio di tratta. È un lavoro fatto insieme con diverse Chiese, non solo la Chiesa cattolica: è un lavoro di stampo ecumenico ma anche di collaborazione con le organizzazione governative preposte a un lavoro contro la tratta”, ha detto ieri nella presentazione della campagna a Roma, suor Gabriella Bottani, una delle coordinatrici di "Talitha Kum"
La campagna è già stata lanciata in Brasile il 31 maggio a cura della rete brasiliana delle religiose contro la tratta e ha scelto di riproporre lo stesso slogan usato in occasione del Mondiali di calcio del 2014 (vedi Fides 26/03/2014). Un’esperienza, quella di due anni fa, che ha contribuito all’aumento del 42% delle denunce. (CE) (Agenzia Fides, 22/06/2016)


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