ASIA/GIORDANIA - La Regina Rania visita il “Ristorante della Misericordia” gestito dalla Caritas

mercoledì, 15 giugno 2016 caritas  

queenrania.jo

Amman (Agenzia Fides) - Nel mese sacro del Ramadan, i volontari della Caritas che da dicembre scorso offrono pasti a chi si trova nel bisogno nel Ristorante della Misericordia in funzione ad Amman, nel quartiere di Jabal al Weibdeh, hanno modificato il loro piano di lavoro: per adattarsi alle esigenze dei loro avventori, perlopiù musulmani. Non servono i pasti all'ora di pranzo ma hanno istituito un'apertura serale, per offrire, a chi osserva il digiuno del Ramadan, l'unico pasto consumato dopo il tramonto.
Martedì 14 giugno il ristorante e le altre realtà gestite da Caritas Jordan presso il centro di Jabal al Weibdeh hanno ricevuto la gradita visita della regina Rania di Giordania, consorte di Re Abdallah II. Le foto della visita sono state pubblicate anche sul sito ufficiale queenrania.jo. La regina, ricevuta da Wael Suleiman, direttore di Caritas Jordan, ha ascoltato la descrizione delle iniziative promosse dalla Caritas in tutto il Regno hascemita, a cominciare da quelle rivolte all'assistenza dei profughi provenienti dalla Siria e dall'Iraq. Durante la visita, la regina si è recata anche presso la chiesa cattolica di Nostra Signora dell'Annunciazione, dove ha incontrato tra gli altri l'Arcivescovo Maroun Lahham, Vicario patriarcale per la Giordania del Patriarcato latino di Gerusalemme.
Il Ristorante della Misericordia, inaugurato alla vigilia dello scorso Natale (vedi Fides 10/6/2016), offre ogni giorno circa cinquecento pasti caldi a chi ne ha bisogno La mensa è stata ricavata nella vecchia sede dismessa della tipografia cattolica, presso la parrocchia dedicata all'Annunziata. “Ci tenevamo a fare in modo di essere vicino a una parrocchia” aveva dichiarato Wael Suleiman all'Agenzia Fides prima dell'inaugurazione, “per mostrare che anche questa iniziativa fa parte del cammino che tutta la Chiesa è chiamata a intraprendere nell'Anno Santo della Misericordia, come ci è stato suggerito da Papa Francesco. E anche per testimoniare che la Chiesa, quando è docile strumento della misericordia di Dio, abbraccia tutti, a partire dai poveri, senza fare distinzioni”. (GV) (Agenzia Fides 15/6/2016)


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