VATICANO - Il Card. Filoni invita a “tornare all’essenziale, alla gioiosa testimonianza di fede nella carità”

sabato, 28 maggio 2016 chiese locali   filoni   animazione missionaria  

Bucaramanga (Agenzia Fides) – Nel pomeriggio di venerdì 27 maggio, il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha presieduto la Concelebrazione eucaristica nella Cattedrale di Bucaramanga, dedicata alla “Sagrada Familia”, per i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i seminaristi e i membri dei Movimenti laicali dell’Arcidiocesi. Hanno concelebrato i Metropoliti e i Vicari Apostolici. Al rito erano presenti anche le Autoritá locali.
La liturgia del giorno aveva per tema la fede come condizione perchè i doni ricevuti da Dio si possano realizzare e dare frutto. Il Cardinale nell’omelia ha quindi invitato ad un “esame di coscienza sulle nostre opere a favore dell’evangelizzazione”, ed ha sottolineato che il dovere di “essere buoni amministratori della multiforme grazia di Dio è fondamentale, come una sfida quotidiana per tutti noi: vescovi, sacerdoti, diaconi permanenti e fedeli laici”. Nella nostra vita tutto è un dono ricevuto gratuitamente da Dio, non per nostro merito ma per essere messo a servizio della comunità. Tutti i doni sono come dei talenti affidati a noi, perchè li amministriamo a beneficio del corpo ecclesiale e del mondo.
Quindi il Prefetto del Dicastero Missionario ha indicato come modello per ogni operatore pastorale e missionario, la vita delle prime comunità cristiane: “un invito a tutti noi a tornare all’essenziale, cioè, alla gioiosa testimonianza di fede nella carità, ad essere uomini del nostro tempo, profondamente inseriti nella storia, ma con la consapevolezza di essere fratelli nella fede e servi di Dio”. Il Cardinale ha poi ribadito come il fondamento della vita pastorale è la preghiera, altrimenti “ogni nostra azione corre il rischio di rivelarsi vuota e l’annuncio del Vangelo alla fine risulta senz’anima”.
Santa Laura Montoya apprese, alla scuola della preghiera, come far fruttificare i doni ricevuti dal Signore nel servizio caritativo e missionario verso gli ultimi, che allora erano gli indigeni. “La presenza spirituale di questa santa e la sua potente intercessione, in questo clima del Congresso Missionario Nazionale – ha concluso -, sono certamente un incoraggiamento e un invito a mettersi ‘in uscita’ verso tutti gli ambienti e i luoghi che hanno bisogno della buona novella del Signore risorto”. (SL) (Agenzia Fides 28/05/2016)


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