AFRICA/CONGO RD - Il principale candidato dell’opposizione si difende delle accuse di aver reclutato mercenari

martedì, 10 maggio 2016 elezioni  

Kinshasa (Agenzia Fides) - Il principale candidato dell’opposizione alle prossime elezioni presidenziali nella Repubblica Democratica del Congo, Moïse Katumbi, è stato accusato di aver reclutato dei mercenari stranieri per destabilizzare il Paese. Katumbi è stato interrogato ieri, 9 maggio, per sette ore, dalla magistratura di Lubumbashi, capoluogo dell’ex provincia del Katanga (che è stata di recente divisa in 4 regioni), della quale egli è stato governatore per anni.
Il 4 maggio Katumbi ha annunciato di aver accettato l’offerta del raggruppamento dei partiti dell’opposizione uniti sotto la sigla G7 di essere il candidato alle elezioni presidenziali (vedi Fides 31/3/2016) che dovrebbero tenersi a fine anno, ma la cui data non è stata ancora stabilita (vedi Fides 6/5/2016).
Sia l’ex governatore del Katanga sia l’opposizione denunciano l’inchiesta sul presunto reclutamento di mercenari stranieri come una manovra politica da parte della maggioranza presidenziale per delegittimare il principale contendente alla presidenza. Il Capo dello Stato uscente, Joseph Kabila, non può ripresentarsi alle elezioni presidenziali, avendo ricoperto il limite massimo di due mandati previsto dalla Costituzione. Le difficoltà opposte alla tenuta delle elezioni presidenziali e parlamentari fanno temere all’opposizione e alla società civile che il Presidente uscente manovri per prolungare il proprio potere.
Le accuse contro Katumbi stanno avendo anche delle conseguenze nei rapporti con gli Stati Uniti. Secondo l’accusa la maggior parte dei presunti mercenari assoldati da Katumbi sarebbero ex militari statunitensi. Quattro guardie del corpo private di Katumbi sono state arrestate con l’accusa di far parte del gruppo di mercenari; tra loro c’è pure un cittadino statunitense.
Il governo di Washington ha deciso di inviare a Kinshasa una delegazione capitanata dall’Inviato speciale del Presidente Obama per i Grandi Laghi, Tom Perriello. (L.M.) (Agenzia Fides 10/5/2016)


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