AFRICA/KENYA - “Offriamo l’educazione a cristiani e musulmani per superare le divisioni” dice il Vescovo di Garissa

mercoledì, 27 gennaio 2016


Nairobi (Agenzia Fides) - L’educazione è uno strumento essenziale per superare le barriere religiose, tribali e politiche, oltre ad essere un elemento fondamentale per lo sviluppo umano. Ne è convinto Sua Ecc. Mons. Joseph Alessandro, Vescovo di Garissa, la città nel nord del Kenya nel cui campus universitario nell’aprile dell’anno scorso 148 studenti sono stati uccisi in un massacro rivendicato dagli Shabaab somali (vedi Fides 8/4/2015). In seguito all’attentato “diverse scuole sono state chiuse dopo che i genitori hanno ritirato i loro figli e gli insegnanti hanno chiesto il trasferimento per la paura del ripetersi di attacchi simili” dice Mons. Alessandro.
Nell’ultimo anno però gli studenti stanno ritornando nelle scuole locali, diverse delle quali sono cattoliche. “È un segno di progresso e di coraggio nel continuare con l’educazione, la prestazione di cure mediche e l’evangelizzazione” dice il Vescovo, che intende rilanciare le attività della diocesi nella quale ha operato da tempo come Ausiliare ed ora come Titolare (vedi Fides 9/12/2015). “Stiamo progettando di costruire nuove scuole primarie, edificare la prima scuola secondaria e provvedere agli alloggi per i sacerdoti e le suore che intendono servire nella diocesi”.
La diocesi di Garissa gestisce cinque scuole primarie ed otto scuole materne, frequentate da scolari cristiani e musulmani, un centro sanitario, ambulatori e un centro di riabilitazione fisica. (L.M.) (Agenzia Fides 27/1/2016)


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