AMERICA/MESSICO - Migranti cubani bloccati in Messico

martedì, 19 gennaio 2016 rifugiati   politica  
emigrati cubani

emigrati cubani

Chiapas (Agenzia Fides) – Gli emigrati cubani hanno oggi una via preferenziale per entrare negli Stati Uniti, che parte dall'America centrale al confine settentrionale del Messico. Il governo messicano infatti concede loro documenti di soggiorno temporaneo, ma molti di loro si fermano a Tapachula e Chiapas, perché rimangono senza soldi e in attesa di ricevere sostegno dalle loro famiglie. Secondo la stampa locale saranno ancora di più dopo l'accordo raggiunto la scorsa settimana tra Costa Rica, El Salvador, Guatemala e Messico, che ora permettono il passaggio di oltre 8.000 cubani che erano rimasti bloccati in Costa Rica alla fine del 2015, in quanto il governo del Nicaragua impediva il transito sul suo territorio (vedi Fides 25/11/2015; 3/12/2015; 28/12/2015; 29/12/2015).
Un gruppo di loro ha provato a raggiungere Miami, ma sono tornati indietro a causa dei controlli, così sono stati accolti dalla casa del migrante "El Buen Pastor", che ospita principalmente emigranti centroamericani. Alla fine di ottobre 2015 il sacerdote Cesar Cañaveral ha chiesto sostegno per gli emigrati cubani che cominciavano ad arrivare numerosi. "Prima ogni giorno ne arrivavano circa 20, ma nel mese di ottobre la situazione è precipitata, e abbiamo cominciato a vederne arrivare fino a 300 in un solo giorno, mentre l'INM, Istituto Nazionale dei Migranti, tardava tre giorni per consegnare il lasciapassare" ha dichiarato padre Cañaveral.
La nota pervenuta a Fides informa che il governo messicano ha iniziato a fornire dei lasciapassare che concedono ai cubani un permesso per la permanenza di 20 giorni nel Paese, per continuare il loro viaggio attraverso il Messico verso gli Stati Uniti, anche se non tutti riescono ad arrivare alla frontiera. Sempre secondo la nota, si registra un aumento della tensione fra gli stessi emigranti, perché i cubani sono accusati di avere un trattamento di preferenza rispetto ad altri.
(CE) (Agenzia Fides, 19/01/2016)


Condividi: Facebook Twitter Google Blogger Altri Social Network