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Asia

2003-06-24

ASIA/IRAQ - L’IRAQ TRA EMERGENZA E DESIDERIO DI NORMALITÀ: NEL NORD GLI STUDENTI SI PREPARANO AGLI ESAMI MA SCONTRI E ATTENTATI SI SUSSEGUONO AL CENTRO

Baghdad (Agenzia Fides)-“Nonostante la mancanza di sicurezza in larga parte del paese, la popolazione irachena cerca di riprendere un ritmo di vita normale” dice all’Agenzia Fides Padre Nizar Semaan, sacerdote siriaco della Diocesi di Ninive. “A Karakoush, cittadina cristiana di 25mila abitanti nei pressi di Mosul, nel nord del paese, gli studenti si stanno preparando per gli esami; e molti di loro mi hanno detto di essere felici di non essere costretti a saltare la sessione di esami e quindi a perdere l’anno scolastico. In questa zona la situazione è relativamente calma e non si registrano episodi di violenza.”
“Per quanto riguarda Baghdad” continua P. Nizar “la situazione è più complessa. Vi sono alcune zone tranquille e altre dove regna il caos e la violenza. Non essendoci polizia, molti facoltosi commercianti hanno ingaggiato vigilantes e milizie private per proteggere se stessi e i propri beni. Un episodio particolarmente grave è avvenuto qualche giorno fa, quando sconosciuti hanno saccheggiato la Chiesa di Nostra Signora della Salvezza, nel quartiere di Kharrada, una zona centrale che era stata pesantemente bombardata durante la guerra per la presenza di diversi edifici governativi. La maggior parte della capitale è ancora isolata telefonicamente dal resto del mondo. Solo due quartieri sono raggiungibili dall’estero per telefono perché le loro centrali telefoniche sono rimaste intatte”.
“Dal punto di vista economico, la maggior parte della gente non ha ripreso ancora il proprio lavoro” dice il sacerdote siriaco. “L’amministrazione americana ha iniziato però a pagare stipendi e pensioni ai dipendenti pubblici. Sono 20 dollari statunitensi al mese, sufficienti per comprarsi il cibo, anche se non la carne. Oltre a questo, le Nazioni Unite hanno riaperto i loro uffici e hanno ripreso a distribuire alimenti e medicine alla popolazione”. (L.M.) (Agenzia Fides 24/6/2003 righe 27 parole 319)

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