AMERICA/MESSICO - “Dove c’è povertà c’è delinquenza”: allarme di Mons. Zapata per i giovani coinvolti nel crimine

mercoledì, 30 dicembre 2015 violenza   chiese locali   povertà   giovani  
La chiesa presente nelle carceri del Messico

Internet

La chiesa presente nelle carceri del Messico

Poza Rica (Agenzia Fides) – “La criminalità organizzata è così radicata nella società che è diventata una scuola per i bambini e i giovani del paese" ha detto il Vescovo della diocesi di Papantla (Puebla, Messico), Sua Ecc. Mons. José Trinidad Zapata Ortiz, dopo la Messa celebrata ieri per i detenuti del Centro di Riabilitazione Sociale (Cereso ) di Poza Rica, circa 270 km da Città del Messico, in occasione delle festività natalizie. Mons. Zapata Ortiz ha sottolineato che i crimini, gli omicidi e i rapimenti non sono finiti, ma continuano tra la popolazione messicana, e purtroppo per i minori rappresentano una scuola di apprendimento.
"Il traffico di droga lo troviamo ora a tutti i livelli, ha messo radici nella nostra società e sta facendo scuola, questa è la cosa più terribile" ha detto il Vescovo. Mentre i governanti, con le loro statistiche, insistono sul fatto che sia diminuita la criminalità in Messico, il Vescovo ha evidenziato che in realtà non vengono registrati tutti casi, questi non vengono riportati dalla stampa né comunicati alla pubblica opinione, ma la cosa più terribile, secondo Mons. Zapata Ortiz, è che ora i reati li stanno commettendo i bambini e i giovani messicani, la criminalità organizzata inizia ad avere i ragazzi.
Per risolvere questa situazione, il Vescovo di Papantla suggerisce al governo di creare e realizzare un reale percorso di sviluppo sociale che permetta un’equa distribuzione della ricchezza: "Finché ci sarà povertà, sempre più persone andranno a far parte del crimine organizzato per poter mangiare". “Si deve tornare alla vera educazione, focalizzata sulla civiltà, sui valori umani – ha concluso -, rafforzare le istituzioni e le famiglie messicane, in quanto i problemi economici della famiglia hanno innescato l’emigrazione delle persone, che poi, essendo lontane da casa, finiscono per abbandonare i loro figli, figlie e mogli”.
(CE) (Agenzia Fides, 30/12/2015)


Condividi: Facebook Twitter Google Blogger Altri Social Network