AMERICA/ARGENTINA - La Chiesa luogo di incontro per il dialogo: più di 10 mila alla “marcia del petrolio”

martedì, 29 dicembre 2015 politica   ambiente   vescovi  
Marcia del Petrolio

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Marcia del Petrolio

Comodoro (Agenzia Fides) – Più di diecimila persone hanno partecipato ieri mattina alla manifestazione nella città di Comodoro che è stata indetta dal Sindacato dell’industria del petrolio per richiamare l’attenzione sulla situazione dei lavoratori, delle loro famiglie e delle piccole e medie imprese locali. Alla marcia hanno partecipato per lo più operai con le loro famiglie, ed anche alcune autorità. Dalla fonte di Fides si apprende che una manifestazione così numerosa non era mai avvenuta e anche il Vescovo ha definito la presenza di molti cittadini come un gesto di solidarietà.
La marcia è durata 2 ore, ed è terminata davanti alla Cattedrale, dove il Segretario generale del Sindacato del Petrolio, Jorge Avila, ha consegnato al Vescovo della diocesi di Comodoro Rivadavia un rapporto sulla situazione, chiedendo a Sua Ecc. Mons. Gimeno Lahoz di intercedere per mantenere la pace sociale, che dura da più di due anni.
Il Vescovo si è impegnato a promuovere il dialogo tra i diversi settori: "Voglio chiedere di essere solidali a vicenda, e di costruire una città di Comodoro migliore" ha affermato, sottolineando che "la Chiesa è un luogo di incontro per il dialogo e per cercare una risposta nel più breve tempo possibile". Lo stesso rapporto consegnato al Vescovo è in possesso di tutti i governanti, ed è stato consegnato sia al Ministro dell'energia, Juan Jose Aranguren, come al presidente Mauricio Macri.
Il Sindacato, che rappresenta tutti i lavoratori del settore, chiede di non fermare l'attività dell'industria del petrolio tagliando migliaia di posti di lavoro. Solo a Comodoro sono a rischio 3 mila lavoratori, che significa 3 mila famiglie. Nell’ambito della politica energetica nazionale, il governo centrale intende infatti ridurre l'attività petrolifera nella zona. Più di un rappresentante politico della regione ha riconosciuto che la politica energetica nella zona ha garantito la pace sociale e una produzione nella norma, fermando in questa regione gli effetti della crisi internazionale.
(CE) (Agenzia Fides, 29/12/2015)


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