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Europa

2003-06-18

EUROPA/PORTOGALLO - GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO 2003: UN INCONTRO PROMOSSO DAL JESUIT REFUGEE SERVICE DENUNCIA: "LA NUOVA LEGGE SULL'IMMIGRAZIONE È IMMORALE"

Lisbona (Agenzia Fides) - Nell'ambito della Settimana Mondiale dei Profughi, indetta dal 15 a 22 giugno indetta in preparazione alla Giornata Mondiale del Rifugiato 2003, il Jesuit Refugee Service (JRS) in Portogallo ha promosso oggi, 18 giugno, un incontro di riflessione e studio con profughi ed immigrati presso la Casa di Ritiro di Sant'Ignazio, a Colares. Vi partecipano, oltre a 50 fra immigrati e profughi, collaboratori del JRS e rappresentanti di diverse associazioni che operano a beneficio degli immigrati in Portogallo.
Secondo il Jesuit Refugee Service, la situazione degli immigrati si è aggravata in Portogallo con la nuova legge sull'immigrazione. La legge n. 34/2003 obbliga l'immigrato a chiedere il visto nel suo paese d'origine, ostacolando cosi la legalizzazione del soggiorno. Secondo Il JRS, tale obbligo è immorale perché costringe migliaia di profughi a proseguire nella clandestinità e nell'illegalità, in cui prosperano lavoro nero e criminalità organizzata. "Lasciare i profughi nella clandestinità - commenta il Direttore del JRS - Portogallo, Rosário Farmhouse - intralcia il nostro lavoro e servizio, poiché favorisce la crescita delle situazioni di dipendenza (cibo, soggiorno e vestiti), piuttosto che l'inserimento professionale. Inoltre per molti immigrati rientrare nei loro paesi per regolarizzare la situazione significherebbe non poter tornare più in Portogallo".
Le organizzazioni cattoliche più impegnate nell'assistenza a immigrati e profughi invieranno al Primo Ministro del Portogallo un messaggio in cui manifesteranno i loro sentimenti di frustrazione e disagio verso la legge 34/2003, "che ha reso pubblica l'indifferenza dello Stato riguardo al destino di tanti cittadini che si trovano in Portogallo e che l'autorità del Paese ha il dovere di aiutare e proteggere".
Le stesse organizzazioni chiedono al Capo di Governo che la "Lei da Imigração", tenga in considerazione che ci sono milioni di lavoratori immigrati irregolari in Portogallo e che il Governo e l'amministrazione pubblica "ha l'obbligo morale di trovare una soluzione che rispetti i loro diritti, le loro famiglie, la loro dignità umana".
(M.R) (Agenzia Fides, 18/06/2003 - righe: 32; parole: 352)

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