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2014-08-05

AFRICA/LIBERIA - Quasi 900 morti e oltre mille infezioni accertate. Cresce l’allarme per la diffusione del virus ebola

Monrovia (Agenzia Fides) - Il virus ebola, che sta contagiando in modo preoccupante l’Africa occidentale, allerta l’intero pianeta. Dopo la morte di frà Patrick Nshamdze, Direttore dell’ospedale St Joseph della famiglia ospedaliera dei Fatebenefratelli a Monrovia, l’ospedale è isolato, e tre confratelli che lo avevano assistito quando ancora non c’era certezza della diagnosi si sono sottoposti al test. Si tratta di due spagnoli e di un frate del Ghana, che attualmente non risultano avere sintomi ma sono molto spaventati. Un siero ancora ‘top secret’, studiato negli Stati Uniti, è stato sperimentato su due missionari ammalatisi in Liberia attualmente in quarantena nell’ospedale St. Joseph. Negli USA il siero è stato utilizzato sui due americani ammalatisi in Liberia ed ora entrambi in miglioramento: Kent Brantly, il primo medico già rimpatriato domenica alla Emory University Hospital di Atlanta, e Nancy Writebol, un’infermiera attesa in America nelle prossime ore. Considerata la gravità del fenomeno, a Washington si è aperto il primo Summit Africano con gli Stati Uniti e sono in atto screening “ad hoc” anche sugli oltre 50 capi di Stato e di Governo e sui membri delle loro delegazioni. Persino gli agenti del Secret Service, quelli che vigilano sulla sicurezza del Presidente e della casa Bianca, sono stati istruiti sul rischio Ebola, pronti ad affrontare qualunque emergenza sanitaria. C’è inoltre preoccupazione per il diffondersi della malattia anche in Nigeria, dove un nuovo caso ha colpito proprio il medico che curò Patrick Sawyer, il funzionario americano dell’ambasciata in Liberia trovato morto poco dopo il suo arrivo a Lagos. In Guinea, Sierra Leone, Nigeria e Liberia la paura monta. In Sierra Leone sono state persino proibite le partite di calcio per timore di assembramenti di folla, e in Liberia i cadaveri delle vittime dell’ebola vengono bruciati per evitare il diffondersi dell’infezione. (AP) (5/8/2014 Agenzia Fides)

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