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2014-06-13

ASIA/MYANMAR - La proposta di legge anti-conversione è un attentato alla libertà religiosa

Yangon (Agenzia Fides) – Oltre 80 organizzazioni della società civile di tutto il mondo chiedono al governo del Myanmar di archiviare la proposta di legge, in discussione nel paese, che potrebbe limitare il diritto di scegliere liberamente la proprio fede. “Se adottata, questa legge violerebbe i diritti umani fondamentali e potrebbe portare a ulteriori violenze contro i musulmani e altre minoranze religiose nel paese” afferma il forum delle Ong, che include diverse organizzazioni di ispirazione cristiana, in un comunicato inviato all’Agenzia Fides.
Come appreso da Fides, il progetto di “Legge sulla conversione religiosa”, reso noto ufficialmente il 27 maggio 2014, prevede un vero e proprio “processo” per ottenere il permesso ufficiale per convertirsi da una religione ad un'altra. I funzionari dei dipartimenti governativi hanno il potere di decidere se un richiedente abbia esercitato o meno il libero arbitrio nella scelta di cambiare fede. Quanti chiedono la conversione “con l'intento di insultare o distruggere un’altra religione” possono essere puniti con la reclusione fino a due anni. Questo “solleva la prospettiva di arresti arbitrari e detenzione per coloro che desiderano convertirsi dal Buddhismo Theravada – la fede maggioritaria in Myanmar – a una religione minoritaria” afferma la nota giunta a Fides. Anche persuadere un individuo con una “pressione indebita” comporta un anno di prigione.
Il forum di oltre 80 organizzazioni, tra le quali Christian Solidarity Worldwide, afferma: “La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo afferma esplicitamente che il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione include la libertà di cambiare la propria fede o le proprie convinzioni religiose. Il nuovo progetto legislativo – prosegue il testo – appare legittimare le opinioni di quanti promuovono odio e incitamento alla violenza contro i musulmani e altre minoranze, e se adottata, istituzionalizza la discriminazione contro le minoranze etniche e religiose. Esortiamo il governo e il Parlamento ad archiviarla e a scartarla del tutto”.
Il Ministero degli Affari Religiosi ha redatto la legge come parte di un pacchetto di misure relative a matrimonio, religione, poligamia, pianificazione familiare, sulla base di proposte giunte da un’organizzazione buddista chiamata “Associazione per la tutela della razza e della religione”. Le Ong invitano anche ad abolire il “Ministero degli Affari Religiosi” ed a sostituirlo con una commissione indipendente e imparziale, con il mandato di eliminare ogni forma di discriminazione religiosa nel paese. (PA) (Agenzia Fides 13/6/2014)

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