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2014-04-28

ASIA/SIRIA - L'Arcivescovo armeno cattolico Marayati: Aleppo di nuovo nella morsa della guerra

Aleppo (Agenzia Fides) – Negli ultimi giorni si intensificano gli attentati, le incursioni dei ribelli e le operazioni di rappresaglia militare nella metropoli siriana di Aleppo. Una escalation che nella giornata di domenica 27 aprile ha sconvolto di nuovo anche i quartieri centrali e la stessa Città vecchia, dove i ribelli tentano di avanzare. Lo conferma all'Agenzia Fides l'Arcivescovo armeno cattolico Boutros Marayati: “L'esplosione più grande” riferisce il Metropolita Marayati “ha coinvolto la sede governativa locale della Camera di commercio, che un tempo era uno dei centri propulsori del dinamismo economico aleppino. La carica esplosiva piazzata per colpire l'edificio doveva essere molto grande, pietre e detriti sono stati scagliati a grande distanza. L'effetto si è sentito forte anche nei nostri quartieri, terrorizzando tutti. Sembrava un terremoto”.
Almeno 21 civili sono rimasti uccisi nelle ultime ore da colpi di mortaio lanciati dai ribelli sui quartieri di Aleppo, controllati dall'esercito governativo. In reazione, i reparti militari fedeli a Assad hanno intensificato le operazioni contro le aree controllate dagli insorti per frenare la loro infiltrazione nei settori rurali e urbani sotto il controllo del regime.
Nel frattempo, fonti curde riportano notizie su un accordo tra fazioni islamiste anti-Assad e milizie curde di autodifesa che potrebbe incidere sugli sviluppi del conflitto in molte aree del nord della Siria. Il cartello islamista Ahl al-Sham - che comprende gruppi islamisti come il Fronte Islamico e Jabhat al-Nusra – ha sottoscritto un armistizio provvisorio con le milizie curde delle Unità di Protezione Popolare (YPG) ad Aleppo città e nelle zone rurali intorno alla metropoli. Gli islamisti si sono impegnati a limitare l'assedio alle aree in mano alle truppe governative. Le due entità che hanno sottoscritto l'accordo potranno utilizzare le strade e attraversare i checkpoint controllati dalla controparte, previa autorizzazione dei sui vertici militari. L'accordo rappresenta un cambio di scenario rispetto al passato, segnato in molte situazioni da scontri violenti tra le fazioni islamiste e le milizie curde. (GV) (Agenzia Fides 28/4/2014).

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