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2014-04-10

AFRICA/SIERRA LEONE - Un reparto di pediatria funzionale e “colorato” per i bambini del nuovo ospedale di Pujehun

Pujehun (Agenzia Fides) – Il nuovo ospedale di Pujehun, il distretto più a sud della Sierra Leone, è stato costruito nel 2010, e qui ci sono i reparti di maternità e di pediatria. Lungo la strada si trova il Main Hospital, che è l’ospedale governativo “vecchio”, dove ci sono gli altri reparti per la cura degli adulti e dove il medico sierraleonese è solo uno per tutto il distretto, che comprende 6 centri di salute e 72 unità periferiche che funzionano da filtro. Nel nuovo complesso ospedaliero lavorano un chirurgo pediatrico, un pediatra, due ostetriche, un tecnico anestesista e circa 25 infermiere, tutti volontari della ong Medici con l’Africa CUAMM.
All’Agenzia Fides è giunta la testimonianza del dottor Vito Sgro, pediatra in servizio all'ospedale dall’inizio di marzo. “Prima di descrivervi la sala della mia pediatria, - scrive il dottor Sgro -, desidero darvi qualche cenno sull’ospedale in cui hanno traslocato per intero la Maternità e la Pediatria. Lo stile architettonico usato è assai discutibile, il tetto infatti era aperto, consentendo così ad aria e luce di entrare facilmente permettendo la crescita di una florida vegetazione interna. Quando però all’arrivo delle prime piogge torrenziali - mentre vi scrivo sta piovendo a dirotto -, l’acqua cominciò ad entrare copiosa anche nelle stanze di degenza e del personale, pensarono bene di coprire l’intero edificio con un tetto di grigie lamiere ondulate che negano totalmente l’ingresso della luce. L’ampio patio interno, che avrebbe dovuto ricordare per fattezza la circostante foresta pluviale di cui tutta la Sierra Leone è ricchissima, appare oggi arido e grigio”.
Poi il dott. Sgro racconta del suo reparto di pediatria. “Affacciandosi al perimetro esterno di tutta la costruzione, ci sono diverse stanze grandi e ben illuminate, costantemente esposte al sole, e, per tale motivo, sottoposte a temperature pomeridiane veramente insostenibili. La mancanza di tende sulle ampie finestre rende l’ambiente veramente insalubre. Ed ecco che a questo punto entra in campo la libera imprenditoria. Con il beneplacito del mio capo-progetto ho richiesto un preventivo di spesa per la copertura delle finestre con tende di stoffa dai colori vivaci e, soprattutto, la verniciatura di tutte le pareti di una delle sale, per adesso quella più grande, con colori pastello e con scene di vita africana, animali della savana, scene di pesca, di caccia, cieli stellati ecc. ecc. Il personale è entusiasta ed io...anche. C’è un grande fermento, ognuno suggerisce il nome di un amico, valido artista e non vediamo l’ora che comincino i lavori!” aggiunge il dottor Sgro, che conta sul sostegno di tutti gli amici che desiderano aiutare questa povera gente, deciso a portare avanti il progetto “a qualunque costo, se fosse necessario anche da solo”. (AP) (10/4/2014 Agenzia Fides)

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