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2014-04-08

ASIA/FILIPPINE - La Corte Suprema: è valida la legge sulla Salute riproduttiva, ma sì all’obiezione di coscienza

Manila (Agenzia Fides) – La Corte Suprema delle Filippine ha confermato la costituzionalità della Legge sulla Salute riproduttiva (Reproductive Health Bill), esprimendo eccezioni su alcuni commi degli articoli 7, 17 e 23 del provvedimento. Come appreso da Fides, in una sentenza emessa questa mattina, 8 aprile, dopo 16 anni di battaglie legali, la Corte ha accettato l’impianto complessivo della legge ma ha riconosciuto, di fatto, il diritto all’obiezione di coscienza da parte di singoli medici o di strutture sanitarie private.
La legge introduce metodi di pianificazioni familiare anche artificiali, come la contraccezione, nell’assistenza sanitaria pubblica, per fermare la sovrappopolazione. E’ stata fortemente avversata dalla Chiesa cattolica e invece promossa e sostenuta dal governo del Presidente Benigno Aquino. La Corte Suprema ha esaminato ben 14 ricorsi con eccezioni di incostituzionalità.
Fra gli articoli che dovranno essere modificati, l’art. 7 (Accesso alla pianificazione familiare) che imponeva anche alle strutture private di enti religiosi di “fornire moderni metodi di pianificazione familiare, sia naturale che artificiale”. La Corte ha ammesso il diritto all’obiezione di coscienza dichiarando incostituzionali pene e sanzioni per i medici che rifiutavano di fornire informazioni o servizi sui metodi artificiali di pianificazione familiare (art. 17 e 23).
Nella notte scorsa migliaia di fedeli cattolici, guidati da p. Melvin Castro, Segretario della Commissione per la vita e la famiglia nella Conferenza Episcopale delle Filippine, hanno dato vita ad una veglia di preghiera per poi dirigersi in processione davanti all’edificio della Corte Suprema, in attesa del verdetto. P. Castro ha detto: “Rispetteremo la decisione della Corte, ma non violeremo gli insegnamenti del Vangelo”.
In una nota inviata a Fides, il laico cattolico Rene Bullecer, responsabile dell’Ong “Human Life International” nelle Filippine afferma: “Continueremo nel nostro impegno in difesa della vita e della famiglia nelle Filippine”. L’ong contesta alcune procedure imposte dalla legge: ad esempio, nota Bullecer, l’amministrazione pubblica non potrà rilasciare a una coppia di nubendi i documenti per il matrimonio senza un “Certificato di conformità”, rilasciato dall’Ufficio di Pianificazione familiare che attesti che essi “hanno ricevuto istruzioni adeguate sulla pianificazione familiare”. Il testo imponeva ai medici di fornire una gamma completa di servizi di “salute riproduttiva”, come la contraccezione, servizi di sterilizzazione e abortivi, senza prevedere l'obiezione di coscienza.
I cattolici, sostenuti dai Vescovi filippini, si appellano alla Costituzione delle Filippine che recita: “Lo Stato riconosce la santità della vita familiare e deve proteggere e rafforzare la famiglia come istituzione sociale autonoma alla base della società. Si impegna a proteggere la vita della madre e la vita del il nascituro fin dal concepimento”. (PA) (Agenzia Fides 8/4/2014)

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