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2014-03-20

AFRICA/ALGERIA - Violenze nella valle di M’Zab, i cristiani pregano per la pace

Ghardaia (Agenzia Fides) – Da tre mesi la Valle di M’Zab, nel sud dell’Algeria, è teatro di violenze settarie su base etnico-religiosa che gli apparati di sicurezza algerini non riescono a fermare. Gli scontri contrappongono la popolazione berbera ibadita a gruppi di islamisti sunniti. Ma il quadro è complicato dalle manovre di bande di delinquenti che fomentano lo scontro identitario per approfittare del caos e realizzare saccheggi e altre azioni criminali. In questo scenario drammatico, la piccola comunità cristiana locale offre la sua preghiera e il suo contributo fattivo per aiutare a superare le lacerazioni che stanno distruggendo la secolare convivenza tra i diversi gruppi radicati nella regione.
“Noi, piccola comunità cristiana di M’Zab, soffriamo con tutti voi” scrive in una lettera-appello rivolta idealmente a tutti gli abitanti dell’area, Sua Ecc. Mons. Claude Rault M. Afr, Vescovo della diocesi di Laghouat. Nel messaggio – pervenuto all’Agenzia Fides – il titolare di una delle diocesi territorialmente più vaste del mondo (più di 2 milioni di km quadrati) descrive con toni addolorati la divisione che attraversa le due comunità. “Da secoli” scrive il Vescovo cattolico “vivete in pace malgrado le contrapposizioni temporanee che hanno toccato le vostre comunità e le vostre famiglie. La saggezza ha sempre prevalso, con l’aiuto di Dio”. Ma oggi le ostilità e gli scontri “sono alimentati da voci false che non fanno che aumentare la violenza di tutti gli aggressori, chiunque essi siano, e che niente sembra poter controllare”.
In questo contesto lacerato, i cristiani offrono il loro contributo spirituale e concreto affinché la Valle di M’Zab torni a essere un luogo di fraternità e di convivenza pacifica: “La nostra amicizia” prosegue nel messaggio il Vescovo Rault “va al di là delle differenze che ci possono separare. La differenza può essere un dono misericordioso di Dio. Noi stessi siamo molto toccati dall’accoglienza e dalla ospitalità che ci avete sempre manifestato. Noi siamo qui, in mezzo a voi, come artigiani di pace e di riconciliazione. (…). Con tutto il nostro cuore preghiamo ogni giorno Dio unico e misericordioso affinché semini la pace nei cuori e nelle comunità. Fratelli e sorelle della valle di M’Zab. noi desideriamo continuare a collaborare con voi perché questa pace che viene da Dio vi avvolga tutti della Sua Misericordia”.
Negli ultimi giorni, le violenze esplose nel quartiere di Sidi Abbaz nella città di Bou Noura, si sono rapidamente estese alla città di Ghardaia. Le ricorrenti ondate di violenza degli ultimi mesi – con morti, feriti, saccheggi, decine di case e negozi incendiati - si sono spesso verificate al termine delle preghiere nelle moschee. Le autorità di Algeri hanno inviato unità di rinforzo agli apparati di sicurezza locale, ma la situazione non sembra tornata sotto controllo. Intanto giovani berberi hanno organizzato autonomamente squadre armate per proteggere le loro case, le loro famiglie e i negozi dei loro quartieri dalla violenza islamista. (GV) (Agenzia Fides 20/3/2014).

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