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2014-02-04

AFRICA/CENTRAFRICA - “A Bouar la situazione è un po’ più calma anche se ci sono rappresaglie sui musulmani”

Bangui (Agenzia Fides)-“Stiamo finalmente respirando un po’ di pace” dice all’Agenzia Fides un missionario che opera a Bouar, nell’ovest della Repubblica Centrafricana. “Attualmente la situazione è abbastanza calma dopo i problemi avuto la scorsa settimana, per il passaggio dei ribelli Seleka diretti vero il Ciad”.
“Bouar è un crocevia strategico perché qui passano le strade che portano in direzione del Camerun (ad ovest) e del Ciad (a nord)” spiega il missionario. “I Seleka in ritirata erano dunque obbligati a passare per qui, ma le milizie anti balaka li hanno attaccati. Ci sono stati diversi scontri; abbiamo vissuto giornate tesissime. Alla fine i Seleka sono riusciti a passare ed ora la situazione è un po’ più calma. Il problema ora è che Bouar è in mano alle milizie anti balaka che danno la caccia ai musulmani, molti dei quali sono in fuga. Ormai c’è un vero e proprio esodo dei musulmani centrafricani verso il Camerun”.
Il missionario aggiunge che “il quadro è in realtà più complesso perché ufficialmente le milizie anti balaka più strutturate, che hanno più o meno un riconoscimento ufficiale, danno la caccia a chi è stato complice dei ribelli, ma affermano di volere proteggere i civili innocenti da vendette e atti di predazione. E in effetti organizzano pattuglie anche notturne per cercare di limitare le violenze”.
“Accanto a queste si sono però creati diversi gruppi criminali dediti ai saccheggi. Insomma sotto l’etichetta “anti balaka” c’è un po’ di tutto” dice il missionario che aggiunge “sappiamo che diversi Seleka che passando per Bouar, sono giunti al confine con il Ciad sono bloccati alla frontiera dalle autorità di quel Paese, anche se tra di loro vi sono diversi ciadiani. Gli abitanti dei villaggi vicini hanno bruciato un ponte per impedire ai Seleka di tornare indietro. Speriamo che la situazione si sblocchi”.
Sul piano umanitario infine il missionario riferisce che “a Bouar opera il Programma Alimentare Mondiale (PAM) che collabora con la Caritas per distribuire cibo agli sfollati.” (L.M.) (Agenzia Fides 4/2/2014)

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