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2014-01-07

ASIA/SRI LANKA - Il Vescovo di Mannar chiede una inchiesta internazionale sui crimini di guerra in Sri Lanka

Mannar (Agenzia Fides) – “Urge una inchiesta internazionale, per accertare la verità sui presunti crimini di guerra, dato che la maggior parte dei tamil nel Nord e nell’Est del paese non hanno più fiducia in un processo interno. Ciò contribuirà alla riconciliazione”: è quanto chiede, in una nota inviata a Fides, il Vescovo di Mannar, mons. Rayappu Joseph, ricordando che molti sacerdoti, avvocati, giornalisti e attivisti che hanno cercato di collaborare con le istituzioni sul tema dei “crimini di guerra” sono stati minacciati e intimiditi. “In molte occasioni, la polizia e la Commissione per i diritti umani si sono perfino rifiutati di accettare le denunce”, afferma. “Migliaia di casi di violazioni dei diritti umani, abusi sessuali, omicidi, sparizioni, esecuzioni extragiudiziali restano impunite”. Per questa sua posizione – mentre il governo srilankese rifiuta categoricamente l’idea di una inchiesta internazionale – il Vescovo è stato ingiustamente bollato come “attivista politico”, ma mons. Rayappu replica: “Ci sono troppe questioni controverse in Sri Lanka: persone che scompaiono, altre arrestate e detenute illegalmente, torturate o uccise in carcere. Io abbraccio, parlo e affronto le aspirazioni dei fedeli che vivono nella mia diocesi e, più in generale, in tutto lo Sri Lanka. Per me è una missione umana, spirituale e religiosa”.
Il Vescovo spiega: “La gente del Nord e dell'Est ancora vive nel terrore . Le donne vivono nel terrore di essere stuprate. Altri vivono nella paura che i militari sequestrino le loro terre. Quanti sono in carcere vivono nella paura di essere torturati. La gente comune teme l'elevato livello di presenza militare. E tutti coloro che criticano il governo, inclusi molti rappresentanti delle Chiese, vivono nella paura e nell’insicurezza”. Il Vescovo chiede: “Qual è la necessità di mantenere un così alto numero di forze armate del Nord e nell'Est dell’isola? Perché in quelle aree non si può restaurare del tutto l'amministrazione civile, come avvenuto nel resto del paese?”. Mons. Rayppu denuncia “la colonizzazione promossa dallo stato nei territori tamil”, per creare uno squilibrio elettorale ed eliminare progressivamente la lingua, la cultura e i costumi di un popolo.
Secondo il Vescovo, “in Sri Lanka abbiamo molto da imparare dal Sud Africa. Lì la maggioranza veniva dominata dalla minoranza; in Sri Lanka c’è una maggioranza che domina una minoranza. In Sri Lanka, il governo, accusato di crimini di guerra e massicce violazioni dei diritti umani, è ancora al potere, ed è riluttante a impegnarsi in un dialogo autentico”. (PA) (Agenzia Fides 7/1/2014)

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