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2013-12-09

AMERICA/COLOMBIA - Ferma condanna dell’attentato delle FARC, che dichiarano una tregua per il Natale

Cali (Agenzia Fides) – L'Arcivescovo di Cali, Sua Ecc. Mons. Dario de Jesus Monsalve, ha espresso la sua ferma condanna per l'attentato compiuto dalle FARC (Forze Armante Rivoluzionarie della Colombia) nel comune di Inza, nella zona di Cauca (Colombia), la mattina del 7 dicembre, che ha provocato 9 morti e 48 feriti, oltre alla distruzione di una caserma della polizia e di una decina di negozi. La nota inviata all’Agenzia Fides da Radio Caracol riprende le parole dell’Arcivescovo: “il dialogo nel bel mezzo di una guerra non può essere così freddo come sta accadendo; è necessario inquadrare queste conversazioni in alcuni limiti specifici per le azioni belliche".
La popolazione di Inza si è subito recata sul luogo dell’attentato portando delle candele per pregare per i morti (5 militari, un poliziotto e 3 civili, secondo il rapporto ufficiale), rimanendovi fino a sera inoltrata. "Molti dei militari e dei poliziotti, non sono di qua. Arrivano da lontano per compiere un servizio di sicurezza. Non li possiamo lasciare soli" ha detto un uomo che era andato sul posto con tutta la famiglia.
Mentre la notizia dell’attentato appariva sui media della Colombia, a Cuba, dove si stanno svolgendo i dialoghi di pace tra governo colombiano e FARC, veniva rimandata la pubblicazione di una dichiarazione congiunta già pronta. Il governo infatti ha ritirato la sua approvazione della dichiarazione a causa di questo terribile atto di terrorismo. Alcuni osservatori fanno notare l'urgenza di riconoscere la presenza di forze sovversive e altre di controinsurrezione, e comunque ci sono attacchi che non considerano le conseguenze sulla popolazione civile.
Gli organi di informazione intanto fanno sapere che le FARC hanno dichiarato una tregua di 30 giorni per il periodo di Natale, a partire dal 15 dicembre. Tale decisione è stata presa subito dopo che il presidente Santos ha parlato alla nazione, promettendo di “non dare tregua alla guerriglia, perché così non avranno un minuto di pace e non potranno compiere atti come questi”. (CE) (Agenzia Fides, 09/12/2013)

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