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2013-11-28

ASIA/PAKISTAN - Allarme tra i cristiani: si acuisce la piaga della blasfemia, quattro casi in un mese

Karachi (Agenzia Fides) – Sebbene molti musulmani abbiano espresso solidarietà ai cristiani, vittime del tragico attacco kamikaze nella chiesa di Peshawar, il 22 settembre, c’è un netto incremento nelle denunce e nei casi di blasfemia contro i cristiani in Pakistan. Il trend preoccupa non poco le Chiese locali. Come riferito a Fides da attivisti e sacerdoti locali, impegnati nel settore “Giustizia e pace”, quattro casi di blasfemia contro i cristiani sono stati registrati nel giro di un mese. L’incidenza, si afferma, è quattro volte superiore rispetto alla media mensile registrata nel corso degli ultimi due anni e documentata dai rapporto della Commissione “Giustizia e Pace” dei Vescovi cattolici.
Come riferito a Fides, le accuse sono palesemente false, e questo conferma che la blasfemia viene utilizzata come “strumento di vendetta” in controversie private, anche per colpire le minoranze religiose. Gli attivisti hanno comunicato a Fides i casi registrati contro i cristiani negli ultimi tempi.
Alla fine di ottobre, hanno subito una denuncia che li ha costretti a nascondersi Arif Masih e Tariq Masih, proprietari di un negozi di fuochi d'artificio a Wazirabad, in Punjab. Gli accusatori volevano vendicasi perchè un set di fuochi, venduti in occasione del matrimonio del musulmano Muhammad Zahid, non si sono accesi.
Pochi giorni prima, a Faisabad due studenti musulmani hanno denunciato una 50enne cristiana per aver bruciato pagine del Corano. In realtà si trattava di un libro di testo in lingua araba.
L’8 ottobre, il Pastore cristiano protestante Adnan e due fedeli, Arfan e Mushtaq Masih, residenti a Lahore, sono stati formalmente accusati e denunciati per “blasfemia”. Secondo l'accusa i tre avrebbero scritto e pronunziato commenti sprezzanti sull’islam parlando del testo “Perché siamo diventati musulmani”, scritto da un leader musulmano estremista.
Un altro caso è stato registrato contro il cristiano Asif Parvaiz a Lahore il 25 settembre , solo tre giorni dopo le esplosioni di Peshawar. Secondo il rapporto della polizia Asif avrebbe inviato a un conoscente un SMS che insultava l'islam, il Corano, i musulmani e il profeta Maometto.
Infine va ricordato che il 23 settembre, nella metropoli di Karachi, istigati da una supposta “blasfemia”, migliaia di musulmani hanno saccheggiato il quartiere cristiano “Michael Town”. Le case di oltre 300 famiglie cristiane sono state devastate e bruciate. (PA) (Agenzia Fides 28/11/2013)

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