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2013-11-27

AMERICA/BOLIVIA - Preoccupazione della Chiesa per le misure impreviste del governo sulla doppia tredicesima

La Paz (Agenzia Fides) – “Come Chiesa comprendiamo e siamo solidali con le legittime aspirazioni di tutta la popolazione ad aumentare il proprio reddito e migliorare il tenore di vita, ma proprio per il rispetto di tali aspirazioni è molto importante che queste misure siano effettuate in modo pianificato, garantendo l'equità e la sostenibilità nel tempo, e non in modo inaspettato e senza prevederlo”: così si esprime la Conferenza Episcopale della Bolivia in un comunicato inviato all’Agenzia Fides, esprimendo la sua preoccupazione per la decisione del governo di concedere una tredicesima mensilità (bonus) doppia a tutti i lavoratori in servizio, sia del settore pubblico che privato. “Dal momento che – prosegue il comunicato -, secondo le autorità, ci sono sufficienti risorse per realizzare questa misura, allora lo stato stesso dovrebbe pagare il bonus ai dipendenti delle organizzazioni senza scopo di lucro”.
Su questo tema, che è diventato una discussione nazionale fra i diversi gruppi sociali, le istituzioni e i membri del governo, è intervenuto anche il Cardinale Julio Terrazas, che ha lamentato il fatto che il doppio bonus non sia pagato anche ai pensionati, solo perché si suppone non contribuiscano più all'economia del paese.
La Conferenza Episcopale Boliviana ha espresso la propria preoccupazione anche per le istituzioni sociali: “Vogliamo richiamare l'attenzione in particolare sulla situazione di molte istituzioni di servizio sociale senza scopo di lucro, che appartengono alle chiese e ad altre istituzioni, che svolgono un importante servizio di supplenza ai doveri dello Stato in settori principali come la sanità, l'istruzione e la protezione sociale. Queste Opere, che già fanno tanto per rimanere a galla nei loro conti finanziari e soddisfano ai loro obblighi fiscali, si troveranno con grosse difficoltà per attuare questo decreto, con una chiara possibilità di lasciare il loro servizio con gravi danni alla popolazione che ne beneficia". (CE) (Agenzia Fides, 27/11/2013)

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