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2013-11-21

ASIA/FILIPPINE - Tifone Hayian: dalla Comunità di Sant’Egidio aiuti umanitari alle vittime non raggiunte dal governo

Cebu (Agenzia Fides) – L’operazione è di quelle che mostrano come, in casi di vaste calamità naturali, gli aiuti delle Ong possono essere complementari con l’azione del governi: la Comunità di Sant’Egidio ha scelto due aree remote, tuttora non raggiunte da alcun aiuto ufficiale delle autorità civili, per portare aiuti umanitari alle vittime del tifone Hayian. Infatti una delegazione della comunità proveniente da Hong Kong, unitasi ai membri di Sant’Egidio stabilmente residenti nella città di Cebu (Filippine centrali), sono arrivati nella cittadina di san Remigio e sull’isola di Bantayan, portando tre furgoni di cibo e acqua potabile. Come riferisce a Fides don Paolo Cristiano, sacerdote della comunità che segue le realtà asiatiche, “abbiamo consegnato gli aiuti al parroco locale di San Remigio. La gente per la strada era disperata e più volte ha provato a fermare il convoglio. La devastazione è impressionante”. Quello che colpisce – prosegue – “è la dignità e compostezza del popolo filippino nell’affrontare questa tragedia. La popolazione è felice perché ogni piccolo gesto di solidarietà mostra che il mondo non si dimentica di loro”. A San Remigio, su 11.500 abitanti, il 90% è rimasto senza casa. La chiesa di San Juan Nepomuceno è distrutta.
L’intervento è sostenuto dalle comunità di Sant’Egidio presenti in diverse nazioni nel mondo. E continua ad avere, spiega il sacerdote, “il sostegno indispensabile della preghiera. In Europa, in Indonesia, in America Latina, molti emigrati filippini hanno partecipato alle veglie di preghiera da noi organizzate”. “Da Roma è stato inviato per via diplomatica, tramite l’Ambasciata filippina presso la Santa Sede, un container di aiuti con coperte, scialli per le donne, ausili sanitari e cibo a lunga conservazione”. Gli aiuti proseguiranno con un obiettivo: “Dare un segno stabile di solidarietà, scegliendo un progetto specifico nella fase di ricostruzione di strutture e infrastrutture, che inizierà una volta passata l’emergenza”, conclude. (PA) (Agenzia Fides 21/11/2013)

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