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2013-11-20

ASIA/FILIPPINE - Vescovi e Ulema di Mindanao si offrono per mediare nel processo si pace

Zamboanga (Agenzia Fides) – Vescovi e ulema musulmani si mettono in gioco e si propongono come attori nel dialogo e nel negoziato per le Filippine Sud: è quanto è emerso dal 41° incontro tra Vescovi e Ulema (leader religiosi islamici) a Mindanao, tenutosi nei giorni scorsi a Zamboanga. Come riferito a Fides, il vertice è stato ospitato dal movimento per il dialogo “Silsilah”, avviato nelle Filippine Sud dal missionario Pime Sebastiano D’Ambra. Hanno preso parte alla conferenza 22 leader religiosi cattolici, protestanti e musulmani provenienti da luoghi come Cagayan, Lanao, Cotabato, Pagadian, tutte località sull'isola di Mindanao. La conferenza è stata organizzata in seguito alle crisi che ha attraversato Zamboanga dopo che i seguaci del movimento ribelle “Moro National Liberation Front” (MNLF) hanno attaccato la città, il 9 settembre scorso. Il vescovo emerito di Davao, mons. Fernando Capalla, come rappresentante dei vescovi cattolici, il vescovo protestante Danilo Bustamante e il prof. Salipada Tamano, leader delal “Lega degli Ulema” hanno firmato, a conclusione del vertice, una dichiarazione congiunta intitolata “Dialogo e speranza: la chiave per la pace”. La violenza perpetrata dai ribelli – recita la nota pervenuta a Fides – “è disumana, non cristiana non islamica e contrario agli insegnamenti delle nostre rispettive fedi religiose, dunque inaccettabile”.
Nel testo i lder religiosi si propongono per essere partecipi ai negoziati di pace, esprimendo il desiderio di arrivare al fondo dei problemi. Per questo pongono alcuni interrogativi: perché l'accordo del 1996 tra il governo filippino e il MNLF non è stato attuato? Perchè i diversi gruppi ribelli che si dicono “islamici” non sono uniti?
I leader religiosi hanno avuto modo di confrontarsi anche con leder civili come il sindaco di Zamboanga, Maria Isabel Climaco Salazar, che ha parlato di “sinergie per ricostruire Zamboanga, per il bene del nostro popolo”. Mons. Capalla alla fine del meeting ha detto: “Musulmani e cristiani, siamo una famiglia. Come leader religiosi non abbiamo poteri di polizia, ma possiamo riunire i diversi gruppi per parlare. Forse non siamo riusciti a far sì che musulmani e cristiani si comprendano in profondità e ci scusiamo per questo. Non siamo perfetti , ma cercheremo di migliorare la nostra leadership, puntando sui di valori comuni”. (PA) (Agenzia Fides 20/11/2013)

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