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2013-10-02

AMERICA/MESSICO - Anche le popolazione indigene siano “parte viva” del paese e della Chiesa

Naupan (Agenzia Fides) – Quasi protetta dalle colline di Metztepetl, Tonallan e Citlalan (della luna, del sole e delle stelle), nella Cattedrale di Napuan dedicata a San Marco (in lingua nahuatl "El Tecuán", cioè colui che diventa la piccola tigre), il Vescovo di San Cristóbal de las Casas, Sua Ecc. Mons. Felipe Arizmendi Esquivel, ha celebrato una Messa di ringraziamento per i suoi 50 anni di sacerdozio, durante il V Incontro di Cultura Nahuatl. Il workshop, che si svolge dal 30 settembre al 3 ottobre, è organizzato dalla Conferenza Episcopale Messicana (Cem), con l'obiettivo di far conoscere le traduzioni bibliche e liturgiche della Chiesa cattolica. In occasione della celebrazione di Mons. Arizmendi con la comunità di Naupan, nella sierra a nord di Puebla, perfino la piazza era vestita a festa con tante ghirlande colorate, e la chiesa agostiniana, costruita nel 1590, ha visto esibirsi davanti ad essa, nelle loro danze di festa postcoloniali, Toreadores, Negritos, Chinelos e Viejitos.
Mons. Arizmendi, che nella diocesi di Chiapas coordina anche il lavoro dei traduttori, ha avuto modo di sottolineare in diverse occasioni che "in questo lavoro è presente una teologia india, pensata come la ricerca della presenza di Dio nelle culture originarie", attraverso l'inculturazione della dottrina della Chiesa cattolica.
Nella nota inviata dal Messico all’Agenzia Fides si legge quanto affermato da un rappresentante della comunità di Naupan: "Dobbiamo conoscere e rispettare i miti e i riti dei popoli indigeni per poter scoprire in essi i segni di Dio, i modi in cui si manifesta e che spesso rifiutiamo per non conoscere fino in fondo la loro storia, il loro contenuto e significato. Per conoscerli dobbiamo amare e rispettare chi li comunica e pratica".
"Vengo da uno stato dove la maggioranza della popolazione è indigena - ha detto il Vescovo di San Cristóbal de las Casas -, e siamo venuti nello stato di Puebla per il popolo Nahuatl, perché esso possa avere l'importanza che merita, sia nella società che nella Chiesa, perché si sentano parte viva del paese e così sia dato maggior valore ai popoli originari". Il Vescovo, insieme ad un gruppo di sacerdoti e catechisti, per 3 giorni ha svolto catechesi, incontri e celebrazioni con la popolazione, in questo contesto missionario. (CE) (Agenzia Fides, 02/10/2013)

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