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2013-08-06

AFRICA/CONGO RD - Nord Kivu: “la Chiesa supplisce ad uno Stato in fallimento” dice il Presidente di Secours Catholique

Kinshasa (Agenzia Fides)- Un milione di rifugiati distribuiti in una trentina di tendopoli sono accolti a Goma, il capoluogo del Nord Kivu (est della Repubblica Democratica del Congo), dove i combattimenti tra l’esercito congolese e diversi gruppi ribelli (tra cui l’M23) hanno sconvolto la vita delle popolazioni dell’area.
In un’intervista al sito dell’organizzazione da lui presieduta François Soulage, Presidente di Secours Catholique (la Caritas francese), riferisce della situazione dopo una sua recente visita a Goma. I rifugiati accolti nelle tendopoli “sono costretti a tagliare gli alberi per procurarsi la legna per scaldarsi. Non hanno alcuna risorsa e dipendono dal Programma Alimentare Mondiale (PAM), con il quale Caritas Goma collabora per distribuire il cibo”.
Il Nord Kivu è nondimeno una regione ricca di risorse agricole, che potrebbero sfamare tranquillamente la sua popolazione, ma a causa delle razzie compiute dai ribelli, i contadini non hanno i mezzi necessarie per le coltivare mentre i capi di bestiame sono stati rubati o abbattuti.
Le campagne sono così spopolate e città e villaggi sono affollati dalle popolazioni rurali in fuga.
Per far fronte a questa situazione Caritas Goma in collaborazione con Secours Catholique ha creato piccoli acquedotti locali, ma soprattutto ha costituito delle “comunità ecclesiali viventi”. Si tratta di cellule a livello parrocchiale, formate da una trentina di famiglie con una responsabile Caritas, che raccoglie una parte delle collette per sostenere gli indigenti della comunità.
“È certo che attualmente, la Chiesa sostituisce uno Stato in fallimento” commenta il Presidente di Secours Catholique. “Salvo che essa non ha i mezzi dello Stato per far pagare le imposte. La Chiesa nella RDC è veramente un fattore di pregresso perché le comunità di base sono molto diversificate nelle loro azioni”. (L.M.) (Agenzia Fides 6/8/2013)

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