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2013-07-25

ASIA/PAKISTAN - Una ragazza e una suora cattoliche minacciate e costrette alla fuga: si teme la “tratta delle donne”

Hyderabad (Agenzia Fides) – Tensione, paura e bisogno di lasciare il paese per un certo periodo: è quanto sta vivendo una famiglia cattolica del villaggio Padri Jo Goth, nel distretto di Sanghar, nella provincia pakistana del Sindh. Come appreso dall’Agenzia Fides, l’allarme è giunto a S. Ecc. Mons. Max John Rodrigues, Vescovo di Hyderabad, diocesi dove si trova il villaggio. Il Vescovo ha espresso la sua preoccupazione e la sua sollecitudine per la famiglia, vittima di molestie e minacce. Fra le persone della famiglia, oggi in pericolo, c’è anche suor Marie Khurshid, responsabile dell'ospedale cattolico Santa Teresa a Mirpurkhas, città vicina. La suora è la zia di una ragazza cattolica, Nazia Masih, finita nel mirino di un musulmano locale, un proprietario terriero che ha tentato di rapirla, sposarla e convertirla all’islam. Nazia e suor Marie, che si sono fermamente opposte, sono sotto tiro e intendono lasciare temporaneamente il Pakistan.
Nazia è una infermiera che lavorava nell’ospedale di Cheniot. Il musulmano Ghulam Muhammad ha iniziato a molestarla e farle pressioni per costringerla al matrimonio e alla conversione all’islam, minacciando di sfigurarla con l’acido, se non avesse accettato. Secondo quanto appreso da Fides, l’uomo ha già rapito e stuprato diverse ragazze indù dei villaggi vicini. Il timore è che Nazia possa subire la stessa fine ed essere anche vittima di una tratta di ragazze che, sequestrate, spariscono per esser poi vendute. Nazia Masih ha ricevuto e denunciato le prime intimidazioni nel maggio scorso. I suoi genitori, allora, hanno deciso di affrettare il fidanzamento della giovane con il cattolico Ejaz Joseph. Ma Ghulam Muhammad, con alcuni agenti di polizia, ha bloccato il rito e fatto arrestare il padre e il fratello della ragazza, rilasciati solo dopo l’interessamento di alcuni anziani del villaggio. Tutta la famiglia di Nazia ha iniziato a ricevere minacce da Ghulam Muhammad, che vantava conoscenze e influenze nella polizia e nella magistratura. Nella vicenda è intervenuta anche suor Marie Khurshid, che ha chiesto la protezione delle autorità ed è stata anche lei pesantemente intimidita. La famiglia di Nazia ha denunciato il tutto al tribunale. Ghulam Muhammad non ha desistito e, a sua volta, ha depositato una denuncia contro la famiglia cattolica, per aumentare la pressione, affermando falsamente che Nazia è già sposata legalmente con lui. In questa fase di incertezza, l’intera famiglia è terrorizzata. Per tutelare Nazia e sua zia suor Marie, la Chiesa locale sta cercando di organizzare per loro un soggiorno all’estero. (PA) (Agenzia Fides 25/7/2013)

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