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2013-07-20

ASIA/INDIA - “Vietato il culto domestico”: Pastore cristiano aggredito da estremisti indù

Bangalore (Agenzia Fides) – Un gruppo di estremisti indù ha attaccato e percosso il Pastore cristiano protestante Venkatesh Naik nel distretto di Shimoga, nello stato indiano del Karanataka. Come riferisce a Fides l’All India Christian Council, organizzazione formata da attivisti e leader cristiani di diverse confessioni, domenica scorsa, 14 luglio, il Pastore stava celebrando un incontro liturgico in casa sua, con alcuni fedeli. Improvvisamente un gruppo di persone, riconosciute come militanti di organizzazioni estremiste indù, ha fatto irruzione nell’abitazione privata, interrompendo con la violenza il culto e intimando ai presenti “il divieto di fare preghiere cristiane in casa”. Mentre il Pastore è uscito per cercare aiuto dalla popolazione locale del villaggio, i militanti hanno iniziato a percuotere con violenza lui e un altro leader cristiano di nome Prakash, che stava cercando di informare la polizia. Gli agenti sono poi giunti sul posto, arrestando il Pastore e Prakash. IAltri leder cristiani locali e membri dell’All India Christian Council hanno depositato una denuncia alla polizia contro gli aggressori. Il Pastore e il leader laico sono stati rilasciati lo stesso giorno, in tarda sera. L’All India Christian Council chiede al governo di intervenire sui colpevoli e di non lasciare impuniti tali atti di violenza che violano la libertà religiosa di cittadini indiani, garantita dalla Costituzione.
Secondo un recente rapporto inviato a Fides dall’Ong “Catholic Secular Forum”, il Karnataka è al vertice nei casi di violenza intercomunitaria e interreligiosa, con oltre 1.000 attacchi sui cristiani nel 2011, una media di 3-5 attacchi ogni giorno.
A livello politico, nelle elezioni statali del maggio 2013, il partito nazionalista “Baratiya Janata Party” (BJP), spesso accusato di fomentare la conflittualità religiosa e tollerare gli estremisti indù, , ha perso la maggioranza, andata al Partito del Congresso. I cristiani in Karnataka sperano ora “in un futuro diverso, fatto di rispetto dei diritti, dialogo, giustizia e armonia”. (PA) (Agenzia Fides 20/7/2013)

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