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2013-06-27

AMERICA/BOLIVIA - Ancora violenza nel TIPNIS, la Chiesa a fianco delle popolazioni indigene

Cochabamba (Agenzia Fides) – Dopo gli scontri verificatisi lo scorso fine settimana fra i 2 gruppi che gestiscono la rappresentanza del Parco Nazionale e Territorio Indigeno Isiboro Secure (TIPNIS), la Chiesa cattolica ed altri settori della società hanno rinnovato l’appello al dialogo per evitare ulteriori scontri violenti.
La Confederazione di Popoli Indigeni della Bolivia (CIDOB) è divisa in due fazioni, una che difende il TIPNIS e chiede che la autostrada Villa Tunari - San Ignacio de Moxos non attraversi il centro del parco naturale, e l'altra fazione guidata da Melva Hurtado, alleata con il governo, che è a favore della costruzione della strada (vedi Fides 29/11/2012).
A quanto sembra, la lite, finita in un scontro violento tra i due gruppi, è stata causata a seguito dell'intervento del presidente del Consiglio Indigeno del Sur (CONISUR), visto da una delle due fazioni come un’intromissione negli affari interni dei popoli indigeni.
“Il CONISUR vive in una situazione diversa dal TIPNIS. Il CONISUR è una zona di insediamento che è stata occupata da 30 anni. I coloni sono venuti ad occupare le terre e probabilmente gli indigeni sono stati emarginati", ha affermato Mons. Tito Solari, Arcivescovo di Cochabamba, che ha chiesto alle parti di dialogare. “Come Chiesa, conosciamo la realtà della zona e chiediamo alla popolazione in generale di rispettare gli indigeni che vivono nelle pianure", ha concluso l'Arcivescovo. (CE) (Agenzia Fides, 27/06/2013)

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