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2013-06-26

ASIA/PAKISTAN - In Punjab è cattolico il Ministro per le Minoranze e i Diritti Umani, ma il budget è basso

Lahore (Agenzia Fides) – C’è un ministro cattolico nel governo della provincia del Punjab, cuore pulsante del Pakistan, a livello economico, politico e culturale. Si tratta di Khalil Tahir Sindhu, avvocato eletto nelle liste della “Pakistan Muslim League-N,” il partito che è al governo a livello federale, con il Premier Nawaz Sharif, e che governa anche la provincia del Punjab, con il Primo Ministro provinciale Shahbaz Sharif, fratello di Nawaz. Sindhu ha ricevuto due deleghe importanti: è Ministro provinciale per i Diritti umani e le minoranze, ed è anche Ministro della sanità.
“Il suo lavoro è appena iniziato, siamo certi che è una persona di fede e di buona volontà. La gente lo conosce e lo stima, ha una visione lungimirante e saprà contribuire allo sviluppo e al benessere delle minoranze e di tutta la popolazione del Punjab”, nota a Fides p. Khalid Rashid, Vicario generale della diocesi di Faisalabad, in Punjab. “Avendo quelle due leghe, lavorerà soprattutto per i poveri e gli emarginati nella società”, prosegue il Vicario.
Sindhu, 46enne, originario di Faisalabad, è un avvocato che si è molto impegnato per la difesa dei diritti delle minoranze cristiane e che ha difeso con successo numerosi casi di blasfemia. In un colloquio con Fides, ricorda di aver contato nella sua carriera di difensore “37 assoluzioni di vittime della blasfemia, tutte cristiane”. Tuttavia gli accusati, se pur assolti, porteranno per sempre lo stigma di “blasfemi” e restano in serio pericolo di vita. Per questo, spiega Sindhu, “si tratta di 37 famiglie distrutte, di innocenti che hanno trascorso anni di prigione, di persone costrette a sradicarsi e cambiare lavoro e città”.
Oggi Sindhu si trova ad affrontare la prima questione delicata, quella del budget: il budget stanziato dal governo del Punjab per il Ministero dei diritti umani e le minoranze è di 215 milioni di rupie (circa 1,6 milioni di euro). Nel budget sono previsti “programmi di sviluppo delle minoranze” e “borse di studio di istruzione per gli studenti delle minoranze”. La cifra è stata ritenuta esigua dalle organizzazioni per i diritti umani e da settori della società civile perché nella provincia “c'è un disperato bisogno di promuovere la consapevolezza sui diritti delle minoranze”, afferma una nota inviata a Fides dalla Ong “Human Rights Commission of Pakistan”. L’Ong rimarca la questione basilare dell’istruzione e l’urgenza di una campagna di sensibilizzazione per promuovere l'armonia interreligiosa e per lottare contro la discriminazione delle minoranze religiose.
Peter Jacob, segretario della “Commissione nazionale di Giustizia e Pace” dei Vescovi Pakistani, ricorda a Fides che “nel budget manca una voce per la compensazione dei danni subiti dai cristiani” come accaduto nel grave episodio della Joseph Colony”, quartiere di Lahore dove, nel marzo scorso, furono bruciate oltre 100 case di cristiani. E rimarca: “Il governo sembra credere che non c'è niente di sbagliato sullo stato dei diritti umani e in particolare sulla condizione delle minoranze” non musulmane.
Il Ministro provinciale Sindhu, dal canto suo, sostiene che “il nuovo bilancio è equilibrato”, promettendo “l’impegno per il benessere delle minoranze, e per garantire a tutti i cittadini del Punjab pari diritti e opportunità, istruzione e altre misure di sostegno sociale”. “Sono convinto – conclude – che queste politiche governative produrranno risultati positivi e di ampia portata, migliorando la condizione dei cittadini del Pakistan e l'immagine del paese”. (PA) (Agenzia Fides 26/6/2013)

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