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Asia

2003-06-04

ASIA/MALAYSIA - IL PROGRAMMA DEL NUOVO ARCIVESCOVO DI KUALA LUMPUR: “TESTIMONIARE CRISTO CON L’UNITÀ DELLA CHIESA E COSTRUIRE ARMONIA CON I FRATELLI MUSULMANI”

Kuala Lumpur (Agenzia Fides) – “La mia missione è far conoscere l’amore e la misericordia di Dio ai cuori feriti. Solo un cuore che ha conosciuto l’amore può sperimentare la pace, l’armonia con il prossimo, il dialogo di vita”: così S.Ecc. Mons. Murphy Nicholas Xavier Pakiam, nuovo Arcivescovo di Kuala Lumpur, descrive in un colloquio con l’Agenzia Fides gli auspici e i programmi del suo governo pastorale in una circoscrizione in cui i cattolici sono meno di 100.000 su una popolazione di 8 milioni di persone a maggioranza musulmana.
Mons. Pakiam è il terzo Arcivescovo di Kuala Lumpur, e succede a S.Ecc. Mons. Anthony Soter Fernandez, che ha rassegnato le dimissioni per motivi di salute. Mons. Pakiam, che era Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi, è stato nominato il 24 maggio e ha preso possesso della diocesi il 29 maggio con una solenne concelebrazione nella Cattedrale Saint John di Kuala Lumpur.
“La mia nomina è stata un fulmine a ciel sereno, ma accetto questa responsabilità datami dal Santo Padre e farò del mio meglio per servire la comunità”, ha detto all’Agenzia Fides. “Il mio servizio si pone in continuità con quello del mio predecessore: poichè ero Vescovo ausiliare, abbiamo elaborato insieme il piano pastorale che oggi cercherò di realizzare, incoraggiando tutta la comunità. Dobbiamo vivere la Carità e dare testimonianza di Cristo non solo nella nostra vita di singoli cattolici, ma anche nella dimensione comunitaria, creando unità fra clero, religiosi, laici e famiglie cristiane, nel servizio alla società intera. La nostra società multiculturale e multireligiosa spesso consente di proclamare Cristo con la vita piuttosto che con un annuncio diretto”.
Sui rapporti con i musulmani, che sono la maggioranza in Malaysia, l’Arcivescovo afferma: “Esistono buone relazioni con i nostri fratelli musulmani, abbiamo ricevuto un’eredità di pace che dobbiamo custodire, nella costruzione dell’armonia e della tolleranza. Oggi questa è per noi una sfida e un’opportunità. Come leader di una comunità, avverto una grande responsabilità nel mostrare equilibrio nei discorsi teologici e nella pratica di vita, che va riempita di gesti significativi. Ho davanti a me il fulgido esempio del Santo Padre che si batte per la libertà religiosa, la difesa della vita, dei diritti umani, il benessere degli ultimi. Occorre prendere Lui come modello”.
Sebbene molti temano una risorgenza del fondamentalismo islamico in Asia orientale, mons. Pakiam ritiene che “in Malaysia, come in altri stati limitrofi, siano solo piccoli gruppi a creare problemi. In generale la popolazione non condivide la visione dei fondamentalisti. In Malaysia c’è un forte controllo governativo su questi gruppi”.
L’immagine a cui l’Arcivescovo intende ispirarsi nel suo servizio è quella del “Buon Pastore” che “fascia le piaghe dei cuori spezzati e annuncia la misericordia di Dio come punto di partenza per vivere e annunciare, con la vita, la pace e l’amore”.
(PA) (Agenzia Fides 4/6/2003 lines 38 words 478)

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