AFRICA/TOGO - TENSIONE IN TOGO DOPO LE ELEZIONI PRESIDENZIALI DEL 1° GIUGNO. ALCUNE VITTIME NEGLI SCONTRI ATTORNO ALLA CAPITALE

martedì, 3 giugno 2003

Lomé (Agenzia Fides) - Regna una calma carica di tensione a Lomé, capitale del Togo, dopo le elezioni presidenziali tenutesi il 1° giugno. Non vi sono ancora i risultati definitivi,ma i primi conteggi vedono in testa il Presidente uscente Gnassingbé Eyadéma, che ha raccolto circa il 60% dei voti finora scrutinati (pari al 40% delle schede). Gli aventi diritto al voto erano 3 milioni e 200mila (su una popolazione di 4 milioni e 900mila abitanti), distribuiti su 5.296 seggi. Erano presenti 187 osservatori per controllare la correttezza dell’elezione.
Secondo fonti locali contattate dall’Agenzia Fides, nei villaggi intorno alla capitale vi sono stati alcuni morti per gli scontri tra gli oppositori al presidente e le forze dell’ordine. “La situazione nei centri minori rimane confusa, ed è difficile per il momento avere una stima precisa delle vittime” dicono le fonti dell’Agenzia Fides, che chiedono di rimanere anonime per motivi di sicurezza, “A Lomé, la gente ha paura, se può preferisce rimanere in casa o comunque limitare i propri spostamenti per il timore che dimostrazioni violente possano esplodere da un momento all’altro”.
L’opposizione contesta la regolarità del voto, anche perché il principale sfidante di Eyadéma, Gilchrist Olympo, capo dell’Union des Forces du Changement (UFC) è stato escluso dalla competizione elettorale. La Commissione Elettorale Nazionale Indipendente ha infatti deciso che Olympo non aveva presentato un certificato di residenza e una dichiarazione recente delle tasse. La Costituzione richiede tra le altre cose che il candidato presidenziale risieda in Togo da almeno 12 mesi prima delle elezioni e abbia una rendita fiscale nel paese. Olympo è stato a lungo esiliato all’estero e solo il 27 aprile di quest’anno è rientrato in Togo, per poi essere di nuovo costretto a ripartire per l’estero.
Dal suo esilio parigino, Olympo ha proclamato la vittoria del suo candidato Emmanuel Bob Akitani con il 75% dei suffragi. Anche l’’ex presidente dell’Assemblea Nazionale, Maurice Dahuku Pere, si è proclamato vincitore, accusando il regime di aver commesso brogli elettorali.
Il Togo è governato dal 1967 dal Presidente Gnassingbé Eyadéma che per più di 30 anni ha imposto al paese un regime a partito unico, il Rassemblement du Peuple Togolais (RPT). Nei primi anni ’90, anche su pressione internazionale, avviene una parziale apertura alla democrazia con le prime elezioni multipartitiche del 1993. Le opposizioni però accusano di brogli elettorali Eyadéma, che è sempre stato rieletto dal 1993 ad oggi.
Nel 2001 Eyadéma aveva annunciato di ritirarsi dalla vita politica entro il 2003, conformemente alla Costituzione che prevede solo due mandati presidenziali. Ma il 30 dicembre 2002 il Parlamento, dominato dal RPT, ha modificato questa norma, consentendo a Eyadéma di ricandidarsi per le nuove elezioni.
A marzo i Vescovi del Togo, avevano pubblicato un documento con il quale chiedevano elezioni libere e democratiche (vedi Fides 20 maggio 2003). (L.M.) (Agenzia Fides 3/6/2003 righe 41 parole 485)


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