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2013-05-14

ASIA/INDIA - Accuse di “conversioni forzate”: estremisti indù contro i cristiani in Kerala

Kochi (Agenzia Fides) – Gli indù radicali compiono violenze sui cristiani anche nello stato del Kerala, nell’India del Sud. In Kerala i cristiani sono il 20% della popolazione e sono una parte della società molto apprezzata per il grande impegno nel campo dell’istruzione. Le incursioni di gruppi estremisti indù sono rare, ma alcun episodi iniziano a destare sconcerto. Come riferito all’Agenzia Fides da fonti locali, circa un mese fa un grande raduno delle comunità cristiane al “New Hope Bible College” a Palunda, in Kerala, è stato bruscamente interrotto dall’irruzione di oltre 150 indù del gruppo “Aikyavedi” organizzazione di stampo fondamentalista. I militanti hanno iniziato a percuotere i credenti e gli organizzatori, accusandoli di “convertire con la forza al cristianesimo persone povere ed emarginate”, che erano presenti al raduno. I cristiani hanno subito chiamato la polizia che, raggiunto il posto, ha avuto colloqui con i militanti inbà e con i leader cristiani. Per placare gli animi, gli organizzatori hanno deciso di congedare tutti i non-cristiani che erano stati invitati al raduno e stavano partecipando da osservatori. I radicali indù hanno dciso di sfogare la loro rabbia su un fotografo del giornale locale “Swantham”, che è ricoverato in ospedale. Alla fine della Convention, mentre i fedeli cristiani stavano lasciando il college, le loro auto ei pullman sono stati colpiti da sassi. Fonti di Fides ricordano che il Kerala ha sempre dato all’intero paese un “esempio di armonia tra fedi”, ribadendo l’impegno dei cristiani a costruire una convivenza pacifica, nel rispetto della libertà di religione, garantita dalla Costituzione indiana. (PA) (Agenzia Fides 14/5/2013)

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