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2013-04-26

AFRICA/SUDAFRICA - I Vescovi sudafricani “rammaricati” per l’approvazione della legge sul segreto di Stato

Johannesburg (Agenzia Fides)- I Vescovi sudafricani si “rammaricano” per l’approvazione della legge sul segreto di Stato (Protection of State Information Bill) e chiedono al Presidente Jacob Zuma di sottoporla al giudizio della Corte Costituzionale.
In una dichiarazione firmata da Sua Ecc. Mons. Stephen Brislin, Arcivescovo di Cape Town e Presidente della Southern African Catholic Bishops’ Conference (SACBC) si afferma che “il Presidente Zuma ha il potere di deferire la legge alla Corte Costituzionale prima di promulgarla. Gli chiediamo di farlo, al fine di evitare il rischio di una battaglia legale lunga e costosa e la possibilità di offrire maggior tempo ai parlamentari di introdurre degli emendamenti”.
Il 25 aprile dopo 3 anni di dibattiti, spesso polemici, il Parlamento ha definitivamente approvato la legge che regola il segreto di Stato. Diverse critiche (anche da parte della Chiesa, vedi Fides 20/1/2012) sono sorte sul testo (che ha comunque subito importanti emendamenti rispetto alla stesura originale) in particolare sul suo possibile uso per nascondere forme di corruzione da parte di amministratori e politici. “Per lottare contro la corruzione abbiamo bisogno di maggiore apertura non di più segretezza” rimarca Mons. Brislin, che giudica inoltre eccessiva la pena (fino a 25 anni di carcere) per coloro che rivelano un segreto di Stato “sapendo o avendo ragionevolmente consapevolezza” di favorire così uno Stato estero. Un modo, dicono i critici, di mettere il bavaglio a chi intende denunciare atti criminali protetti dal segreto di Stato. (L.M.) (Agenzia Fides 26/4/2013)

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