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2013-04-13

ASIA/PAKISTAN - La Commissione per l’Armonia Nazionale: pena di morte per le false accuse di blasfemia

Islamabad (Agenzia Fides) – Le false accuse di blasfemia devono essere punite con la pena di morte: è la conclusione raggiunta dalla Commissione permanente del Senato sull’Armonia Nazionale. Come riferito all’Agenzia Fides, in un incontro tenutosi nei giorni scorsi, dopo gli attacchi di gruppi musulmani alle famiglie cristiane della “Joseph Colony” di Lahore e alla “Francis Colony” a Gujranwala, i membri della Commissione hanno convenuto che gli attacchi hanno danneggiato l'immagine del Pakistan a livello internazionale e che urge adottare misure immediate per evitare il ripetersi di casi simili di violenza contro i cristiani.
Kamran Michael, senatore cristiano e membro della Commissione, ha sottolineato che spesso la radice della violenza sono presunte accuse di blasfemia. E di frequente tali accuse, dopo che i cristiani hanno passato anni in carcere, vengono smentite e ribaltate (vedasi il caso di Younis Masih, Fides 3/4/2013 ) e questo in sé costituisce grande sofferenza e ingiustizia. Inoltre, tornate in libertà, le vittime di false accuse restano “marchiate” come “blasfeme” e dunque la loro vita è a rischio di esecuzioni sommarie. “Attualmente, circa un centinaio di cristiani e alcune centinaia di musulmani sono in carcere perché coinvolti in casi di blasfemia, ma non uno solo è stato condannato. Dovrebbe esserci parità di sanzione per la persona che formula accuse false di blasfemia”, ha sottolineato Michael. Disporre l’ergastolo o la pena capitale come sanzione verso i “falsi accusatori” – ha concluso la Commissione – sarebbe un deterrente verso l’abuso e la strumentalizzazione della legge di blasfemia, che in molti casi (come quello di Rimsha Masih) è stata palesemente dimostrata. (PA) (Agenzia Fides 13/4/2013)

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