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2013-04-08

ASIA/PAKISTAN - Blasfemia: urge difendere i cristiani dalle esecuzioni sommarie e proteggere le minoranze

Lahore (Agenzia Fides) – Se il cristiano Younis Masih, condannato a morte per blasfemia è stato assolto nei giorni scorsi dall’Alta Corte (vedi Fides 3/4/2013) , sua moglie Meena Bibi e i suoi quattro figli hanno sofferto per otto anni e oggi tutta la famiglia vive il problema della sua sicurezza: potrebbero infatti essere nel mirino di gruppi radicali che compiono esecuzioni sommarie di chi è accusato di blasfemia. Come ricordano fonti di Fides, oltre 50 persone, solo accusate di blasfemia, negli ultimi anni sono state uccise per strada, in carcere, o negli edifici della giustizia.
Fra i casi più eclatanti, nel 1993 il cristiano Manzoor Masih fu ucciso da militanti islamici durante il processo, mentre era scortato dalla polizia. Altri due cristiani, accusati e poi rilasciati, sono stati costretti a lasciare il paese. Nel 2010 estremisti islamici hanno ucciso i fratelli Rahid e Sajjid Emmanuel, arrestati per presunta blasfemia, di fronte a centinaia di persone, davanti al tribunale di Faisalabad.
Si teme anche per la vita di Asia bibi, donna cristiana condannata morte per blasfemia, in carcere da quasi 1.400 giorni, e per Martha Bibi, rilasciata su cauzione, che da sette anni sta affrontando il processo a Lahore. In una situazione di nascondimento si trova Khuram Shahzad accusato di blasfemia, in libertà provvisoria da ottobre 2012, sotto processo a Lahore. Nell’ultimo caso segnalato a Fides dall’Ong di ispirazione cristiana LEAD (“Legal Evangelical Association Development”), Sawan Masih, altro cristiano o accusato di blasfemia, dovrà presentarsi alla sbarra il prossimo il 15 aprile.
L’urgenza di proteggere le minoranze dai gruppi estremisti è stata ribadita ieri in un convegno svoltosi a Karachi, in cui esponenti della società civile hanno ricordato che “le minoranze religiose vengono costantemente discriminate dalla popolazione e dal governo”. La conferenza, dal titolo “Integrazione delle minoranze religiose in Pakistan” era organizzata dal “Forum per i diritti umani del Pakistan” in collaborazione con il “Centro per la pace e lo sviluppo”. I presenti hanno ribadito la necessitò di tutelare le minoranze da un generale atteggiamento di discriminazione che si registra nella politica e anche nel campo dell’istruzione, invitando i mass-media a mettere in luce tali questioni, cruciali per la democrazia, la legalità e il rispetto dei diritti umani nel paese. (PA) (Agenzia Fides 8/4/2013)

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