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2013-04-06

AFRICA/NIGERIA - “Sì al perdono di Boko Haram ma senza dimenticare gli imperativi morali”

Abuja (Agenzia Fides)-Ferve il dibattito in Nigeria sulla concessione del perdono ai membri della setta islamista Boko Haram, responsabile dell’uccisione di diverse centinaia di persone nel nord del Paese. Il 4 aprile il Presidente Goodluck Jonathan ha costituto un gruppo di esperti per studiare la concessione dell’amnistia agli appartenenti alla setta, in risposta ad una richiesta presentata dal Sultano di Sokoto, uno dei più importanti esponenti dell’islam nigeriano.
La Chiesa cattolica non è contraria in linea di principio ad un gesto di perdono, in particolare se chi ha commesso i delitti ha espresso rimorso per il male commesso, ma allo stesso tempo invita le autorità ad un’attenta valutazione sulle modalità della concessione dell’amnistia. Di queste preoccupazione si è fatto interprete il Cardinale John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, nel suo messaggio di Pasqua intitolato “La pietà di Dio e il perdono degli uomini”. “È ovvio- scrive il Cardinale- che lo Stato deve saper usare con molta cura il proprio potere di perdonare i criminali, altrimenti, l’intera struttura della legge e dell’ordine nella società verrà seriamente compromessa”.
“Ci possono essere considerazioni di carattere politico ma queste non possono travolgere gli imperativi morali” continua il messaggio. “Questo non significa che lo Stato non possa perdonare azioni moralmente malvagie. È stato fatto in altri Paesi che rivendicano un alto livello di cultura democratica. Ma mi sembra che, per fare questo, ci devono essere almeno due condizioni, vale a dire il pentimento vero e proprio e un sincero sforzo di riparazione del danno, per quanto possibile”.
A questo proposito il Cardinale, riferendosi ai casi di corruzione, sottolinea che “deve essere una qualche forma di pentimento, che deve essere chiaro a tutti. Inoltre, un sincero sforzo deve essere fatto per restituire il più possibile di ciò che è stato rubato. È opinione comune che una grande quantità di denaro rubato non è andata persa. Si dice che è stata investita da qualche parte in un modo o nell'altro. Quel denaro appartiene al popolo nigeriano e deve essere a lui restituito”.
Il Cardinale conclude “in questa atmosfera di sforzo comune, la richiesta di amnistia mi sembra molto opportuna e persino necessaria. Ritengo pertanto l'appello del Sultano come un invito ad approfondire il dibattito e il dialogo tra i nigeriani per mettere a fuoco l'azione di governo in questa materia. Questa discussione è iniziata e per questo dobbiamo ringraziare il Sultano e la sua proposta coraggiosa. In ogni conflitto arriva il tempo per il dialogo in vista della soluzione finale. Sembrerebbe che per Boko Haram, tale momento sia giunto”. (L.M.) (Agenzia Fides 6/4/2013)

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